L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 maggio 2014

South Stream, l'Europa degli incapaci, Piano energetico che tenga conto degli interessi dei popoli

Ucraina: Orban rompe il fronte con Tusk

19 maggio 2014  /   Commenta
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Il Premier ungherese sostiene la tesi con cui il Presidente russo, Vladimir Putin, ha giustificato l’aggressione militare a Kyiv. Una politica estera ed energetica personalistica alla base dell’orientamento del Capo del Governo di Budapest.
L’unità nella diversità è il motto dell’Unione Europea che sembra essere appieno rappresentato nel ‘piccolo’ del Quartetto di Vysehrad, che su Ucraina ed Energia ha assunto posizioni divergenti e nel contempo unanimi. Nella giornata di giovedì, 14 Maggio, durante il Forum della Sicurezza Globale di Bratislava, il Premier ungherese Viktor Orban ha sostenuto la necessità di garantire i diritti di autodeterminazione della minoranza ungherese in Ucraina, a cui, secondo il Capo del Governo magiaro, Kyiv deve riconoscere l’indipendenza.
Orban ha inoltre espresso dubbi sulla capacità da parte dello Stato ucraino di costruire una forte statualità che sia in grado garantire i diritti non solo della minoranza ungherese, ma anche delle altre minoranze nazionali presenti in Ucraina.
Pronta è stata la risposta del Premier polacco, Donald Tusk, che ha sottolineato come il problema non risieda nell’analizzare lo Stato ucraino, bensì nel sostenere le tesi sollevate dal Presidenre della Russia, Vladimir Putin, per giustificare l’annessione militare della Crimea prima e, poi, le provocazioni militari in alcune città dell’Ucraina come Donetsk, Luhansk ed Odessa.
Tusk ha inoltre sottolineato come sia pericolosa l’incapacità da parte di alcuni dei Leader politici dell’Europa di riconoscere l’atteggiamento fortemente aggressivo in Europa Orientale della Russia di Putin: un vizio che finisce per fornire un’inappropriata comprensione all’attività di guerriglia attuata da agenti dell’esercito russo che stanno destabilizzando con l’aiuto delle armi le Regioni sud-orientali dell’Ucraina.
Una giustificazione alla posizione di Orban è tuttavia arrivata poco più tardi, quando lo stesso Premier ungherese ha supportato la realizzazione del Southstream: gasdotto progettato dalla Russia di Putin per veicolare in Europa 63 miliardi di metri cubi di gas russo dalle coste della Russia meridionale attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Austria.
Il Southstream, su cui il Governo magiaro sta lavorando per definire la realizzazione del tratto che collega l’Ungheria all’Austria, è un gasdotto ritenuto contrario alla politica di diversificazione delle forniture di gas dell’UE approntato dalla Commissione Europea per decrementare la dipendenza dalle importazioni di oro. Lì dalla Russia.
Ciononostante, Orban, che attua una politica estera basata più sui rapporti personali che sulla tattica geopolitica, ha supportato non solo il South Stream, ma anche la realizzazione di una centrale nucleare a Parks finanziata dalla Russia.
Il Premier magiaro ha finito così per condividere le argomentazioni con cui Putin si è ritenuto autorizzato ad intervenire militarmente in Ucraina -a torto, in quanto mai in territorio ucraino alcuna minoranza è mai stata discriminata.
Così facendo, il Premier ungherese ha rotto il fronte del Quartetto di Vysehrad, che finora si è sempre schierato in sostegno dell’integrità territoriale dell’Ucraina, considerata condicio sine qua non per la sicurezza politica ed energetica dei Paesi dell’Europa Centrale e, più in generale, di tutti gli Stati membri dell’UE.
Dal Quartetto di Vysehrad sostegno all’Unione Energetica Europea
Differente è la posizione assunta dal Quartetto di Vysehrad sull’Unione Energetica Europea: una proposta avanzata da Tusk in collaborazione con il Presidente francese Francois Hollande, per diversificare le forniture di gas dell’UE, mettere in comunicazione i sistemi infrastrutturali dell’energia europei, sfruttare le risorse energetiche interne all’Europa, provvedere all’acquisto comune di fonti di approvvigionamento di energia.
Come dichiarato dal Premier della Repubblica Ceca, Bohuslav Sobotka, e dal Capo del Governo della Slovacchia, Robert Fico, l’azione di Tusk rappresenta una proposta concreta propedeutica al rafforzamento dell’integrazione dell’Unione.
Concorde con Sobotka e Fico si è detto anche Orban, che, tuttavia, ha dichiarato la necessità da parte dei Paesi dell’Unione Europea di collaborare in maniera più stretta con la Russia.
Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro Orientale
Twitter @MatteoCazzulani


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