L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 maggio 2014

Stati Uniti, Russia, Cina noi possiamo costruire il Progetto Alternativo

​​IL RITORNO ALL’IMPERIALISMO BIPOLARE

MUTAMENTO DELLO SCENARIO INTERNAZIONALE E PERICOLI DI GUERRA

(22 Maggio 2014)

Dal blog http://sinistrainparlamento.blogspot.it

Con ancora maggiore chiarezza rispetto al recentissimo passato, in particolare al riguardo dei fatti di Ucraina, sta prendendo corpo un profondo cambiamento negli equilibri mondiali. Come spesso accade il “nuovo” appare peggiore dell’antico e il “morto afferra il vivo”. 

Da diverso tempo si cercava di analizzare il ritorno ad un confronto diretto tra le due uniche “superpotenze possibili” la Russia e gli USA, in conclusione del ciclo seguito alla caduta del “socialismo reale” e dell’URSS che aveva visto gli americani impegnati nel ruolo di “gendarme del mondo”, di “esportatori della democrazia” in quello che i politologi della destra americana avevano immaginato come uno “scontro di civiltà” con l’Islam. 

Intanto si favoleggiava di “globalizzazione” come nuova frontiera degli equilibri internazionali e di un ruolo “forte” dei cosiddetti BRICS , comprendente appunto anche la Russia, con Cina, Brasile e India. 

L’Unione Europea appariva del tutto laterale rispetto a questo processo mentre procedeva l’allargamento a Est (in parallelo con l’allargamento della NATO) e assumeva, nel concerto europeo, una funzione quasi esaustiva la Banca Centrale in una logica iperliberista e monetarista. 

Questo scenario appare in via di radicale cambiamento : la logica imperiale che sta muovendo, da tempo, la politica estera Russa e la crisi di leadership degli USA ha riportato concretamente sul terreno la realtà di un confronto bipolare, fondato sulla reciprocità dei rispettivi imperialismi. 

Se ci fosse qualche dubbio in proposito basta andare a leggere gli ultimi avvenimenti: la stipula di un grande accordo sui temi dell’energia (la vera questione, oggi, che può interessare chi pensa davvero a dominare il mondo) tra la Russia e la Cina (che ritorna ad assumere il ruolo, comunque mai abbandonato, di grande potenza periferica) e la stipula dell’accordo commerciale trentennale tra gli USA, il Canada e l’Europa che arriva in coincidenza con il brusco richiamo svolto dal presidente Obama all’UE in tema di “fedeltà atlantica” ( è parso di sentire di nuovo Eisenhower). 

Di seguito si pubblica, in inglese, una dettagliata informazione sull’accordo commerciale atlantico e si pubblica nuovamente la nota riguarda l’accordo Russia – Cina. 

Ce ne sarebbe da vendere per riavviare una riflessione sulla “terza via” per una sinistra comunista che si misuri sul tema della pace in una logica internazionalista e in una dimensione di classe: una discussione che, prima o poi, dovrà essere affrontata nell’idea di riuscire a farla prima di essere travolti dagli avvenimenti, tanto più che nel nostro cortile di casa avanza il pericolo di un fascismo in guanti gialli, grazie alla Trimurti, Renzi, Grillo, Berlusconi. 

Ecco di seguito: 

The Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP; also known as the Transatlantic Free Trade Area, abbreviated as TAFTA) is a proposed free trade agreement between the European Union and the United States. Proponents say the agreement would result in multilateral economic growth,[2] while critics say it would increase corporate power and make it more difficult for governments to regulate markets for public benefit.[3] The U.S. government considers the TTIP a companion agreement to the Trans-Pacific Partnership.[4] After a proposed draft was leaked, in March 2014 the European Commission launched a public consultation on a limited set of clauses. 

The leaked text of the proposed treaty sets out limitations on the laws that any government can pass to regulate or publicly run various economic sectors, particularly insurance and banking,[5] telecommunications, and postal services.[6] Any corporation which is "expropriated" from its existing investments becomes entitled to market value compensation, plus compound interest.[7] It would allow free movement of business managers and certain other workers among all signatory countries.[8] It is proposed to allow corporations to bring actions against governments for breach of its rights.[9] 

A previous proposed treaty was Multilateral Agreement on Investment. The TTIP free trade agreement could be finalised by the end of 2014.[10][11] 

E ancora: 

Cina-Russia: intesa su energia Storico accordo da 400 miliardi 

12:15 21 MAG 2014 

(AGI) - Shanghai (Cina), 21 mag. - Dopo oltre un decennio di trattative la Russia ha firmato un'intesa di lungo termine (30 anni) per fornire alla Cina 38 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Nei giorni passati si era parlato di un'intesa dal controvalore di 456 miliardi di dollari. Oggi Gazprom si e' limitata a parlare di un accordo per oltre 400 miliardi di dollari. 

L'accordo tra la russa Gazprom e la cinese CNPC partira' dal 2018. Il contratto e' stato firmato dai presidenti dei due gruppi, Zhou Jiping, a capo di China National Petroleum Corporation (CNPC), e Alexei Miller, CEO di Gazprom, il cui titolo ha guadagnato il 2% subito dopo la notizia. La firma arriva durante il secondo e ultimo giorno di permanenza in Cina del presidente russo, Vladimir Putin, che ieri ha firmato con il presidente cinese Xi Jinping altri 49 contratti di cooperazione bilaterale.





http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o43496:e1

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