L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 5 giugno 2014

Egitto, ad Alessandria la seconda base mediteranea russa

Egitto. al-Sisi stravince le elezioni. E gli Usa ci ripensano

giu 4th, 2014 di Guido Keller -
al-sisi abdel fatahCome scontato, il generale Abdel Fattah al-Sisi, autore del push che ha deposto l’espressione dei Fratelli Musulmani (e quindi del Qatar) Mohammed Morsi, ha stravinto le elezioni presidenziali egiziane con il 96,91% dei voti, sbaragliando l’oppositore Hamdin Sabahi, leader della Corrente Popolare Egiziana (centro-sinistra), che ha ottenuto il 3,09%.
L’ex capo di stato maggiore dell’Esercito è quindi ora nei pieni poteri per infliggere il colpo finale ai Fratelli Musulmani , tant’è che il 6 maggio aveva affermato che sotto la sua presidenza i Fratelli Musulmani non sarebbero più esistiti.
Intanto gli Stati Uniti vanno a Canossa: l’appoggio della Casa Bianca ai Fratelli Musulmani e lo stop dei finanziamenti e della fornitura di armi all’Egitto dopo l’iniziativa dei militari ha di fatto portato ad un congelamento delle relazioni e soprattutto all’apertura obbligata del Cairo ai russi: lo scorso 13 febbraio una delegazione di Mosca si è recata in Egitto per portare finanziamenti e armi, ottenendo in cambio la possibilità di piazzare una seconda base russa nel Mediterraneo, ad Alessandria, dopo quella siriana di Tartus (vedi); accortisi del gravissimo errore diplomatico, oggi la Casa Bianca ha comunicato che preso il presidente Barak Obama avrà un colloquio con al-Sisi.
Da notare che il 2 agosto scorso, ad un mese dal golpe, il nuovo presidente aveva dichiarato al Washington Post di non voler correre per la presidenza: “Voi non riuscite a credere – aveva detto nell’intervista – che ci siano persone che non aspirano al potere: tra queste persone ci sono anch’io”.

http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=41401

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