L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 giugno 2014

Privatizzare è la parola d'ordine del capitale neoliberista, la crisi serve per accaparrarsi pezzi di beni comuni, altro pezzetto del Progetto Politico dell'Euro

In Spagna si privatizza: i grandi aeroporti diventano Spa

(Teleborsa) - La Spagna è in vena di privatizzazioni, soprattutto per esigenze di bilancio.
Il governo di Mariano Rajoy ha deciso di mettere in vendita alcuni pezzi del settore trasporti iberico: le ferrovie e gli aeroporti. In particolare si parla della cessione del 49% di Aena - Aeropuertos espanoles y navegacion aerea, il maggiore operatore aeroportuale al mondo con quasi 200 milioni di passeggeri all'anno, che potrebbe fruttare un gran bel gruzzoletto: più o meno otto miliardi di euro. Ripianati i debiti allo Stato resterebbero 2,45 miliardi euro. Il goveno spagnolo ha annunciato che la vendita avverrà in due fasi: la prima pari al 21% del capitale a favore di un “nucleo stabile” di investitori privati e la seconda, pari al 28%, con un'offerta pubblica in Borsa. Ma le sorprese non sono ancora finite. Il ministro dei lavori pubblici, Ana Pastor, sembra intenzionato a privatizzare anche il monopolio dell'azienda ferroviaria di Stato RENFE. “Vogliamo fornire al mercato del trasporto ferroviario una maggiore offerta di servizi”, ha dichiarato Pastor, “e, in secondo luogo, prezzi più competitivi grazie alla crescita delle competenze. E vogliamo aumentare l'utilizzo dei trasporti su rotaia”.

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