L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 giugno 2014

Sanità pubblica, questi partiti, clero privati speculano senza compassione sulla malattia

Sanità, i vescovi battono cassa

Pubblicato Mercoledì 25 Giugno 2014, ore 11,20

Nella lettera aperta a Chiamparino e Saitta, la Pastorale della Salute pone tra le priorità la tutela del malato e delle sue famiglie. E naturalmente non manca di far emergere la preoccupazione per i mancati trasferimenti agli ospedali gestiti da enti religiosi

I vescovi marcano stretto Sergio Chiamparino e il suo assessore alla Sanità Antonio Saitta. A 24 ore dall’appello di mons. Cesare Nosiglia per un’altra Torino più vicina agli “ultimi”, arriva la lettera aperta inviata dalla Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Piemontese ai vertici della Regione per una Sanità più giusta che ponga al centro della propria azione «la persona umana», «la promozione e la tutela della vita e della sua qualità, dal concepimento al suo termine naturale», una sanità più «umana» che sappia porsi al fianco dell’individuo e la famiglia che deve prendersene cura, avvalendosi di una «sana sussidiarietà che tenga conto delle istituzioni no profit, della società civile e del volontariato». Principi generali per chiedere lo stop ai tagli dei servizi ospedalieri, un rafforzamento dell’assistenza (anche e soprattutto domiciliare) e soprattutto un sostegno, anche economico, alle famiglie con anziani malati o disabili a carico. Insomma, caro Saitta, si metta una mano sul cuore e l’altra nel portafoglio, anche perché ci sarebbe poi la non marginale questione legata ai «Presidi ospedalieri di ispirazione Cristiana che continuano a essere in sofferenza per i mancati trasferimenti  delle risorse necessarie da parte della pubblica amministrazione».

Il neo assessore alla Sanità si dimostra particolarmente sensibile al tema e poche ore dopo la decisione di sospendere il contestato programma di tagli varati dalla scorsa legislatura ai posti letto ospedalieri annuncia in un’intervista al settimanale diocesano La Voce del Popolo «un nuovo Patto Regionale della Sanità, condiviso con tutti i soggetti che operano nel settore». Certo, l’emergenza finanziaria non è conclusa e i tagli continuano a essere l’unico strumento per assolvere allo stringente piano di rientro imposto da Roma, ma a cambiare sarà il metodo, attraverso «il massimo coinvolgimento» di enti, manager, associazioni datoriali del settore cui chiederemo «quali sforzi straordinari è in grado di compiere, nei prossimi due anni, per consentire alla Sanità piemontese di centrare l’obiettivo di risanamento». Si dice preoccupato per le condizioni dei più deboli, dei malati e cronici e anziani in primis, e poi spiega: «Credo che i ragionieri debbano perseguire il loro obiettivo, proporre risparmi, ma che la politica abbia il dovere di affermare l’obiettivo generale: il benessere delle persone».

Intanto, arriva in queste ore la proteste degli infermieri aderenti al sindacato Nursing Up che questa mattina, armati di pala e catrame a presa rapida chiuderanno le buche nell’asfalto che rendono difficile l’accesso delle ambulanze alla sede del 118 di Grugliasco al motto: “Da anni tappiamo i buchi di una sanità groviera”.
http://www.lospiffero.com/sottoscala/sanita-i-vescovi-battono-cassa-17042.html

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