L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 giugno 2014

Ungheria rende il pagamento dell'acqua con tariffa unificata, Italia governo pagliaccio fa la compravendita di voti con 80 euro

L'UNGHERIA DI ORBAN CONTINUA IMPERTERRITA SULLA STRADA DELL'ABBASSAMENTO DELLE BOLLETTE: ORA GIU' QUELLA DELL'ACQUA!

mercoledì 4 giugno 2014
LONDRA - Alle recenti elezioni europee il partito del primo ministro ungherese Orban ha stravinto e la cosa non deve sorprendere, visto che al contrario dei politicanti di casa nostra ha liberato il suo paese dal giogo del debito contratto col Fondo Monetario Internazionale e varato una serie di provvedimenti volti a ridurre subito - come è in effetti accaduto - le bollette di luce, acqua, gas e nettezza urbana.
Certo qualcuno potrebbe pensare che tutto questo sia stato fatto per dare il contentino agli elettori prima delle elezioni europee, come ha fatto Renzi in Italia con gli 80 euro in busta paga che ora dovranno essere coperti da un mare di tasse aggiuntive - ha ordinato la Commissione Europea ieri all'Italia - ma le cose non stanno affatto cosi'.
Due settimane dopo le elezioni europee, proprio ora, il governo ungherese ha messo in agenda la creazione di un sistema di tariffe unificato per il pagamento dell’acqua potabile.
L’attuale regolamentazione era stata adottata nel 2011 già con l’intenzione di gettare le basi di un consolidamento per quanto riguarda il servizio di distribuzione dell’acqua e adesso un ulteriore progresso è necessario per “ridurre le tariffe” - ha detto pubblicamente il presidente Viktor Orban.
Le compagnie fornitrici sono già state ridotte radicalmente, da 400 a 40 - ha scritto Budapest Business Journal - e ulteriori sfoltimenti saranno fatti nei prossimi mesi. Tra gli scopi dichiarati dall’esecutivo appena rieletto c'e' quello di introdurre una tariffa parificata, avviare lavori di manutenzione e assicurare l’accesso ai fondi europei necessari all’ammodernamento della rete idrica. Con questo, è finito il "business dell'acqua" in Ungheria, che si sottrae in questo modo agli speculatori internazionali. L'acqua non solo resta pubblica, ma il costo diminuirà ad esclusivo vantaggio della popolazione ungherese.
Ancora una volta, l'Ungheria dimostra di avere un governo che fa gli interessi del popolo al contrario di quello italiano che pensa solo a ridurre la popolazione in miseria, invece di ridurre il prezzo dell'acqua. Non e' un caso, infatti, che i giornali di regime italiani accusano Orban di essere un "populista": loro difendono gli affaristi, non il popolo.
Ma quello che dovrebbe far arrabbiare davvero la gente e' il fatto che in un recente referendum gli elettori di questo disgraziato Paese si sono espressi a favore della gestione pubblica dei servizi idrici, però tale volonta' e' stata completamente ignorata dai governi Berlusconi, Monti, Letta e ora Renzi.
E poi hanno anche il coraggio di dire che l'Italia e' una democrazia.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra

L'UNGHERIA DI ORBAN CONTINUA IMPERTERRITA SULLA STRADA DELL'ABBASSAMENTO DELLE BOLLETTE: ORA GIU' QUELLA DELL'ACQUA!

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