L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 luglio 2014

bene, l'edilizia scolastica ha veramente bisogno di manutenzione

Lombardia, dal Governo Renzi 160 milioni di euro per restaurare le scuole

Milano, 5 luglio 2014 - Centosessanta milioni di euro per rimettere in sesto le scuole lombarde. Il piano di edilizia scolastica, annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi fin dal suo discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio 2014, prende il via. Un piano, composto da tre principali filoni, checoinvolgerà complessivamente 1.359 edifici scolastici lombardi per investimenti pari a 160.600.625,94 euro, un importo secondo soltanto a quello per la Campania e corrispondente al 14 per cento dell’investimento su tutta Italia (1.094.000.000 euro).
Questo primo progetto di edilizia scolastica prevede la costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie alla liberazione di risorse dei Comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore, a livello lombardo, di 67.961.761,66 milioni di euro (progetto #scuolenuove) e del finanziamento, su scala nazionale, per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione, dopo la delibera Cipe del 30 giugno, che consentirà, nella sola nostra regione, interventi di messa in sicurezza (#scuolesicure), per 82.495.136,18 euro, e di decoro e piccola manutenzione (#scuolebelle), per un totale di 10.143.728,10 euro.
Prendendo in considerazione i capoluoghi di provincia, al primo posto per gli interventi è Milano, con più di 3 milioni di euro, dei quali 2,5 previsti per la messa in sicurezza delle scuole e più di 700mila per la manutenzione. Segue Bergamo, con 3 milioni e 335mila euro, Mantova e Pavia con circa un milione di euro l’una, Lecco (739mila euro), Monza (617mila euro), Como, Cremona e Brescia (più di 300mila euro ciascuna), Varese (153mila euro) e Sondrio (66mila euro). Sull’obiettivo di ridare un nuovo look alle nostre scuole ha lavorato una specifica Unità di missione istituita dalla Presidenza del Consiglio, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, per mettere in sicurezza le strutture scolastiche. Tutti i sindaci che hanno risposto all’appello di Renzi del 3 marzo scorso segnalando interventi di edilizia scolastica immediatamente cantierabili, finanziati completamente con fondi propri e per i quali sbloccare il patto di stabilità, hanno trovato accoglimento nei Decreti firmati dal Presidente del Consiglio in giugno: i sindaci riceveranno la comunicazione dalla Ragioneria dello Stato secondo le procedure gestionali ordinarie di sblocco del patto per l’anno 2014 e 2015. Per gli altri sindaci che – rispondendo all’appello del governo – hanno chiesto finanziamenti o lo sblocco del patto per interventi che inizieranno nel 2015, si aprirà una nuova possibilità con il prossimo Documento programmatico di economia e finanza e con i mutui in fase di attivazione con oneri a totale carico dello Stato.

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