L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 luglio 2014

Bomba è il Pd, occupare tutti gli spazi pubblici per consolidare le consorterie e arruffare soldi

Renzi punta sullo sport. E impone i fedelissimi

sport

Sembra tutto pronto per il passaggio della delega allo sport dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, all’altro sottosegretario di Palazzo Chigi, Luca Lotti.

Le mani del premier Matteo Renzi, dunque, si allungano sempre più, o quantomeno rimangono saldamente, sullo sport italiano. Il fidato Delrio, oberato dai troppi incarichi ricoperti nel governo nazionale guidato da Renzi, si trova costretto a cedere la delega “alle Politiche di Coesione Territoriale e allo Sport”, affidatagli lo scorso 8 aprile. Da un amico fedele a un altro: Luca Lotti, infatti, è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle liste, guarda caso, del Partito Democratico.
Non solo. Lotti, nelle cui vene scorre sangue fiorentino doc, risulta anche ricoprire l’incarico di segretario organizzativo all’interno della segreteria nazionale del Pd.
Prima di congedarsi, però, Delrio ha lasciato una sua rilevante valutazione che riguarda il futuro della Federazione Italiana Gioco Calcio. Il sottosegretario che sta per lasciare la delega allo sport, infatti, ieri pomeriggio ha incontrato Carlo Tavecchio, uno dei candidati alla poltrona della Figc: da Delrio, e quindi da parte del governo nazionale, sono arrivati importanti apprezzamenti al programma che Tavecchio ha sottoposto in vista dell’elezione del n.1 della Federcalcio.
Nonostante il beneplacito governativo, la situazione riguardante la Figc appare tutt’altro che scontata. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, continua a lanciare appelli in merito al raggiungimento di intese che siano più larghe possibili.
Se nella Figc regna una situazione per nulla compatta, le mire espansionistiche di Renzi sullo sport italiano, invece, sono inequivocabili. Neanche una settimana fa annunciavamo in esclusiva la scalata dell’altro affezionato di Renzi, Eugenio Giani, all’Istituto del Credito Sportivo.
La candidatura di Eugenio Giani, consigliere regionale della Toscana e membro del Consiglio nazionale del Coni sarebbe spuntata, inaspettatamente, su imbeccata del premier. Proprio la designazione di un uomo di provata fede “renziana”, infatti, sembra sia destinata prepotentemente ad avere la meglio sui due ormai “ex-favoriti”, Marcello Clarich e Paolo D’Alessio.
Ora, invece, nessuna arrampicata: ci troviamo a parlare di un passaggio di consegne, da Delrio a Lotti. Ma il set, la scenografia e gli attori sembrano sempre gli stessi. Anche il regista.
http://www.lultimaribattuta.it/6740_renzi-sport-impone-fedelissimi 

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