L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 luglio 2014

Costruiamo un Progetto Politico Alternativo

«COMBATTIAMO INVECE DI DARCI PER VINTI» di Beppe De Santis

4 luglio. Pubblicando ieri l'intervista ad Emiliano Brancaccio, segnalavamo la sua previsione politica a tinte fosche, che cioè ci troveremmo "... solo "all’inizio di un lungo ciclo poli­tico, in cui ci tro­ve­remo nella tena­glia di due tipo­lo­gie di destre: una euro­pei­sta e tec­no­cra­tica nella quale si inse­ri­sce anche l’attuale com­pa­gine che sostiene il governo ita­liano; l’altra ultra­na­zio­na­li­sta e poten­zial­mente neo-fascista, come ilFronte nazio­nale in Fran­cia". Allo scopo di aprire un dibattito serio, invitavamo quindi i nostri lettori ad intervenire. Già abbiamo il primo contributo critico, quello di Beppe De Santis* (nella foto).

Brancaccio sostiene tre tesi:
1-Il governo Renzi non ha reali margini di agibilità positiva all'interno del sistema del capitalismo finanziario casinò e del sistema europeo/euro, con il conseguente aumento del divario tra narrazione retorica e realtà, e gli resta soltanto di continuare ad erodere la democrazia e precarizzare il lavoro;
2-La destra xenofoba e reazionaria è destinata a crescere, anche per lo spazio eurocritico agito, senza competitori alternativi;
3-Le iniziative alternative di segno progressivo e di sinistra saranno valide se inserite in PROGETTI POLITICI PIU' GENERALI, nei quali centrale deve essere il ripristino del primato e comando della democrazia sui mercati, in particolare quelli finanziari, con politiche moderne di piano.

Condivido il primo punto: il sistema non offre vie di fuga.

Problematizzo il secondo punto: l'opzione di uscita a destra dalla crisi è destinata a rafforzarsi SOLTANTO nel caso non sia vigorosamente posta un opzione di uscita di sinistra e costituzionale. Altrimenti siamo ad una semplice registrazione sociologistica delle possibili tendenze. La variabile è la POLITICA, il conflitto, l'esercizio conflittuale della DEMOCRAZIA.

Condivido  radicalmente la terza tesi.
Allora, il problema è cominciare a costruire, qui e ora, IL GRANDE SOGGETTO SOCIALE, CULTURALE E POLITICO DELL'ALTERNATIVA DI SINISTRA ALLA CRISI.
Nuovi grandi partiti popolari di sinistra.In Italia e in tutta l'Europa.
Non possiamo continuare a discutere all'infinito, senza fare, senza organizzare, senza metterci la faccia.

Qui e ora. Non domani. Oggi.
LA VARIABILE VERA E' L'AZIONE POLITICA , IL CONFLITTO , IL NUOVO GRANDE SOGGETTO POLITICO.
Sono passati già 7 anni dall'esplosione della grande crisi del 2007/2008.
Cosa aspettiamo ancora?
Aspettiamo Godot? Un oscuro demiurgo che no verrà?
Noi stiamo dando un piccolo contributo con il COORDINAMENTO NAZIONALE DELLA SINISTRA CONTRO L'EURO.
Con il VADEMECUM sull'uscita dall'euro, CHE CONTIENE UNA PARTE RILEVANTE DELLE PROPOSTE DI NUOVE POLITICHE DI PIANO, quelle auspicate dal valoroso Brancaccio.
Con il FORUM EUROPEO di ASSISI  del prossimo agosto.
Con la preparazione della CAMPAGNA CONTRO IL FISCAL COMPACT.
Con la costruzione nei territori di movimenti per la PROMOZIONE DEL NUOVO GRANDE SOGGETTO POPOLARE.

Dalla Sicilia, soltanto qualche giorno fa, abbiamo lanciato una nuova grande iniziativa chiamata "NOI MEDITERRANEI", a proposito della " mezzogiornificazione" della questione europea.

Non è più tempo dell  passive registrazioni sociologistiche delle tendenze,
E' TEMPO DELL POLITICA, DEL CONFLITTO, DEL SOGGETTO ALTERNATIVO.
Non è più il tempo dei soliti e narcistici balletti televisivi.
Non è più il tempo dei perfezionismi analitici, dal pelo dell'uovo ai riti del dio Onan.
Ad esempio, il giovane Antonio Gramsci, certo che studiava e scriveva, ma frattanto organizzava ed agiva.
Il giovane Luigi Sturzo studiava ed agiva, organizzava: fondò il popolarismo cristiano, perdio.
Il giovane Gaetano Salvemini studiava , agiva, organizzava.
O pensate di fare una rivoluzione dai talk-show televisivi?
Da tanti seminarietti carbonari?
Da remote cattedrine universitarie?
Da risibili e infiniti tornei di parole e deliri?
Occorre incontrare e organizzate le PERSONE REALI, I CORPI REALI, I TERRITORI REALI, GLI INTERESSI REALI IMMEDIATI.
DENTRO UNA STRATEGIA GENERALE, PER UN GRANDE SOGGETTO POPOLARE.
Conflitti reali e intelligenza strategica.
E umiltà organizzativa.
L'ORGANIZZAZIONE, L'ORGANIZZAZIONE, L'ORGANIZZAZIONE.

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