L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 luglio 2014

Francia, il neocolonialismo di Hollande è denunciato dai nigeriani

AFRICA/NIGER - Nuova missione militare francese per il Sahel, ma non tutti sono d’accordo

Niamey (Agenzia Fides) - L’operazione militare francese in Mali “Serval” si è conclusa e ha passato la mano a “Barkhane” una nuova missione condotta da Parigi in coordinamento con Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad, per proteggere la fascia saheliana dai gruppi jihadisti cacciati dal Nord del Mali ma che continuano ad imperversare nella regione. La nuova operazione militare è stata presentata alla vigilia della visita che il Capo di Stato francese, François Hollande, sta effettuando nelle regione.
La notizia non è stata però ben accolta dalle associazione della società civile del Niger, secondo quanto riportano all’Agenzia Fides fonti locali. Un comunicato firmato dal Presidente della Rete per la Trasparenza e l’Analisi Budgetaria (ROTAB) del Niger denuncia quella che qualifica come “ricolonizzazione rampante del nostro Paese attraverso il mantenimento e l’installazione di nuove basi militari sotto il tanto abusato pretesto della sicurezza e della lotta contro il terrorismo. Questo è provato dal fatto che l’operazione Serval è stata trasformata in operazione Barkhane per il Sahel con l’obiettivo d intervenire in tutto lo spazio sahelo-sahariano”. Il documento ricorda infine che non è stato ancora risolto il contenzioso tra Francia e Niger per la condivisione dei profitti dell’uranio estratto dalla miniere locali. (L.M.) (Agenzia Fides 18/7/2014)

http://www.fides.org/it/news/55640-AFRICA_NIGER_Nuova_missione_militare_francese_per_il_Sahel_ma_non_tutti_sono_d_accordo#.U8lV3GIaySM

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