L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 luglio 2014

Governo, continua ad affermare che il massacro sociale non ci sarà (tasse, tagli, eliminazione diritti sociali, vendita delle aziende e del patrimonio pubblico)

Conti pubblici, Taddei (Pd): "I margini ci sono, li utilizzeremo tutti"


<p>(Foto dal suo profilo Twitter)</p>
(Foto dal suo profilo Twitter)
I margini di manovra per il governo "sono stretti, come dice Padoan, ma ci sono". E "siamo determinati a utilizzarli fino in fondo". Filippo Taddei, responsabile economico Pd, parlando con l'Adnkronos, esclude il rischio di una manovra correttiva ma guarda a una legge di stabilità che "sarà impegnativa dal punto di vista politico: bisognerà vedere chi sarà fedele alle promesse fatte, e il Pd lo sarà, e chi smentirà le promesse fatte".
Entrando nel merito, l'economista vicino al premier Renzi indica le priorità da mettere in campo. "Innanzitutto, tenere fede all'impegno di una riduzione permanente della tassazione sul lavoro, facendo del fisco italiano quello più favorevole al lavoro in Europa; operare sulla Pa per rendere più efficienti i servizi e farli costare meno; rivedere gli incentivi alle imprese".
Taddei insiste su quelle che, ne è convinto, "possono diventare leve importanti per utilizzare quei margini di cui ha parlato Padoan": "Basta guardare al modo in cui sussidiamo le imprese, criticato dalla stessa Confindustria, o all'acquisto di beni e servizi della Pubblica amministrazione". Se la contrazione delle stime della crescita riduce indubbiamente i margini di manovra, "non si può parlare di margini assenti".
Questo Paese, osserva l'economista, "è sempre oggetto della speculazione, prima finanziaria e ora contabile". A questa speculazione, conclude, si risponde "impegnandosi a intervenire sul cambiamento della Pa e a rivedere il modo in cui spendiamo i soldi pubblici: tutti si lamentano di come si spendono ma dire che non si può fare questa riforma non ha fondamento. Se gli attori politici non vogliono le riforme lo dicano, ma non dicano che è impossibile farle".
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2014/07/17/conti-pubblici-taddei-margini-sono-utilizzeremo-tutti_Qn9RaFrRmihnk8YFl3brdP.html


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