L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 luglio 2014

governo imbecille, pare che uno degli obiettivi sia distruggere la nostra agricoltura che insieme alla deindustrializzazione pongono l'Italia alla merce completa degli stranieri

Riso italiano sotto attacco

Riso italiano sotto attacco

di Eleonora Cozzella
Il "pericolo" da Cambogia, Birmania e Myanmar, che importano a dazio zero prodotti spesso segnalati per la presenza di pesticidi non autorizzati
Un vero e proprio pericolo invasione nel mercato nazionale di riso sottocosto, quello importato a dazi zero da Cambogia, Birmania e Myanmar. Lo hanno denunciato durante la settimana della cosiddetta battaglia del riso le associazioni Confagri, Coldiretti e Cia durante una serie di manifestazioni in Piemonte e Lombardia, che sono arrivate al Ministero della Politiche agricole e forestali dei produttori di riso. 
Con la crisi, quella che viene chiamata agricoltura celeste ''ha visto chiudere quasi una azienda di riso su cinque. E la situazione sta precipitando nel 2014 con la perdita di posti di lavoro e pericoli per la sicurezza alimentare dei consumatori a causa dell'invasione di riso proveniente dall'Asia'', come si legge nel dossier Coldiretti presentato a Torino, in piazza Castello dove è stata ricostruita una risaia sullo sfondo di Palazzo Reale. 
"Quella dei risicoltori italiani è una battaglia giusta - ha detto il ministro Maurizio Martina - e il governo è al loro fianco da mesi. Da quando, primi in Europa, abbiamo posto anche formalmente la questione alla Commissione europea. Per ben due volte negli ultimi mesi siamo stati artefici di un confronto che ha portato alla presentazione di un testo condiviso con altri Paesi membri, in particolare con Spagna e Grecia, per coordinare un'azione congiunta di sensibilizzazione a livello europeo per l'adozione di opportune misure di contrasto". 

Le importazioni agevolate a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmaniahanno segnato un aumento del 754 per cento nei primi tre mesi del 2014 rispetto allo scorso anno. 
Mentre il sistema di allerta rapido Europeo (RASFF) ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per lapresenza di pesticidi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie, nel primo semestre dell'anno. Inoltre, l'accordo Everything But Arms (Tutto tranne le armi) che ha portato all'azzeramento dei dazi ha favorito, denuncia la Coldiretti, l'insediamento di multinazionali in Paesi meno avanzati. Una concorrenza sleale nei confronti dei produttori italiani del Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana.

Di tutti questi problemi - economici e di salute - le associazioni hanno discusso con il Ministro Martina e l'Italia ha presentato una clausola in sede europea. La cosiddetta "clausola di salvaguardia" che ha ricevuto il placet delle organizzazioni. Come precisa Coldiretti, la richiesta di adozione di misure di salvaguardia è giustificata dal fatto che "nelle ultime 5 campagne le importazioni di riso dalla Cambogia nell' Unione Europea sono aumentate da 5mila a 181mila tonnellate raggiungendo il 23 per cento di tutto l'import Ue grazie alla completa liberalizzazione tariffaria avvenuta il primo settembre 2009 a favore dei Paesi beneficiari del sistema di preferenze tariffarie generalizzate di cui all'articolo 1, paragrafo, lettera c (EBA) del regolamento UE n.987. 
Il persistente aumento delle importazioni dalla Cambogia continua a creare pressione sul mercato UE con conseguente ulteriore riduzione dei prezzi del riso di tipo indica e disincentivo a coltivare questo tipo di riso". "Con la nostra mobilitazione si è finalmente avviata una procedura a livello comunitario: siamo pronti a sostenere alleanze con le associazioni degli agricoltori dei Paesi Europei produttori di riso come Grecia, Francia, Bulgaria e Spagna per supportare le iniziative delle istituzioni", sottolinea il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell'apprezzare la ''decisa accelerazione impressa dal Governo. Dobbiamo lavorare a livello comunitario per l'applicazione della clausola di salvaguardia nei confronti delle importazioni incontrollate ma - conclude Moncalvo - anche a livello nazionale dove occorre introdurre l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza, dare pubblicità ai nomi delle industrie che utilizzano riso straniero, ma anche l'istituzione di una unica borsa merci e la rivisitazione dell'attività dell'Ente Nazionale Risi''. 

"Ora - commenta Mario Guidi, presidente di Confagricoltura - ci aspettiamo che altri Paesi dell'Ue come la Spagna e la Grecia, dove il riso è economicamente importante, seguano l'esempio dell'Italia. Non c'è, infatti, una regione risicola europea che possa pensare di poter reggere la concorrenza sul prezzo del prodotto cambogiano importato a dazio zero"
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http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/riso-italiano-sotto-attacco/2222819

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