L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 luglio 2014

i soldi possono prenderli solo da chi li ha, i risparmiatori, i soldi veri sono nei Paradisi Fiscali e si guardano bene di eliminarli

La misura dovrebbe riguardare 15 paesi dell'area euro, fra cui l'Italia - diMatteo Melani

Torna lo spettro del prelievo forzoso. Secondo un articolo del Wall Street Journal, il Fondo monetario internazionale vorrebbe imporre questa nuova tassa per equilibrare i conti degli stati.
Secondo il quotidiano americano,l’aliquota del prelievo dovrebbe essere del 10% e interessare conti correnti di 15 paesi dell’euro-zona.Una misura analoga è stata applicata lo scorso anno a Cipro. La Troika infatti aveva imposto un prelievo sui conti superiori a 100mila euro. Bank of Cyprus decise di applicare un tasso del 37,5% sui depositi dei loro clienti. Oltre a questo, la Banca centrale cipriota impose limitazioni per i movimenti dei capitali. Oltre a Cipro, il prelievo forzoso è stato fatto anche in Portogallo e in Spagna è stata modificata la Costituzione per consentire questa scelta. Da noi il prelievo forzoso si è visto nel 1992, quando l’allora governo guidato da Giuliano Amato approvò un decreto-legge del 6 per mille sui conti italiani. “Un prodotto difficile da digerire, ma assolutamente necessario per un Paese che si trova sull’orlo del precipizio”, disse Amato al riguardo.
Secondo le prime indiscrezioni il prelievo dell’Fmi interesserebbe anche depositi, pensioni e assicurazioni. I soldi incassati serviranno poi per risanare il bilancio statale e alleggerire il carico del debito. Facile immaginare che anche l’Italia sarà tra i paesi coinvolti in questa misura. Per il Fmi un prelievo di questa portata riporterebbe i conti pubblici a livelli pre-crisi del 2007.  Anche se non ancora non è stato deciso nulla, questo annuncio potrebbe destare allarme fra i risparmiatori. Così dopo tasse e tagli per l’Italia (e gran parte dell’euro-zona) potrebbe arrivare una nuova batosta.

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