L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 13 luglio 2014

Il Nuovo Ventennio inizia l'occupazione della Rai, ignorando Bilderberg

Rai, silurata la conquistadora Monica Maggioni

La giornalista non farà parte della Commissione per la razionalizzazione delle testate

La “cocca” del dg Gubitosi, come viene spesso definita dai giornali Monica Maggioni, direttore di Raines  (il canale all-news che vive eternamente sotto l’abbattitore di temperatura con l’ascolto sempre vicino allo zero), ha perso per adesso la sua più importante battaglia: non saranno più accorpate le testate Rainews e Raidue.
LO STOP ALL’OKKUPAZIONE – Il suo faraonico progetto di “okkupare” tutte le news della Rai per diventare la coordinatrice delle undici testate giornalistiche  è svanito nel nulla. Una corsa che finora è andata anche troppo avanti, senza capire su quali doti professionali si basasse, ma che finalmente ha avuto lo stop dal Cda Rai.
PAROLA D’ORDINE: RAZIONALIZZARE – Saranno altre persone a sciogliere il nodo più drammatico della Rai: la razionalizzazione delle testate giornalistiche, sul modello del service Tgcom di Mediaset, dove esiste un unico nucleo di produzione di servizi. Tanto per capirci non sarà più necessario inviare cinque giornalisti a Bruxelles in trasferta per intervistare Matteo Renzi, ma una sola troupe. Poi da Roma si provvederà a usare le immagini e l’intervista utilizzando ovviamente commenti diversi.
I TRE EROI DELLA COMMISSIONE – Una rivoluzione pericolosa. È come toccare i fili dell’alta tensione. Nessuno aveva mai tentato di rivedere l’organizzazione dei giornalisti, soprattutto per paura dell’Usigrai e degli altri sindacati che sono potentissimi. Comunque la spending review diventa assolutamente necessaria per evitare licenziamenti. I tre eroi della Commissione per la razionalizzazione delle undici testate sono stati indicati: Carlo Nardello direttore dello sviluppo strategico, Valerio Fiorespino direttore delle risorse umane e l’ex consigliere di amministrazione, attuale presidente della Scuola di giornalismo di Perugia, Nino Rizzo Nervo. La notizia più importante è che tutti davano per certa la presenza diMonica Maggioni, invece il suo posto è andato a Nino Rizzo Nervo. Dal 2005 nel Consiglio di amministrazione della Rai come consigliere per l’opposizione, fino al 31 gennaio 2012, quando si dimetterà per questioni politiche. Un giornalista con molta esperienza alle spalle, ma certamente anche un uomo che sa di politica e appartiene ormai a quel mondo.
IL GUSTO DEL TAGLIO – Poiché in Rai non accade mai nulla per caso, la nomina di Nino Rizzo Nervo, parcheggiato nella scuola di giornalismo di Perugia, ha un significato più importante di quanto ci si immagini. Innanzi tutto è un nome di peso che poteva disarmare gli appetiti della “conquistadora” Maggioni. Altro fatto strano, nella commissione non sono stati inseriti gli emeriti ragionieri che, rottamati da tante aziende telefoniche e metalmeccaniche, sono stati assunti in ruoli apicali dal dg Giggino in Presta. I famosi “amici” di Luigi Gubitosi che hanno il gusto del taglio.
UNA SQUADRA NIENTE MALE – Qualcuno ha voluto Nino Rizzo Nervo perché si sta delineando un progetto su di lui. È da escludere un suo ritorno al Cda dove ha lavorato per ben sette anni. E se venissero confermate alcune voci che lo danno invece come prossimo direttore generale? Ci sembrerebbe sensato, a quel punto, se fossimo noi a decidere, far arrivare alla direzione di Raiuno finalmente un professionista della tv come Antonio Campo dall’Orto, e presidente potrebbe essere Walter Veltroni. Una squadretta niente male. Sarebbe l’inizio del rilancio del servizio pubblico?

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