L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 luglio 2014

Imbecilli

Tagli alle forze dell'ordine, la libertà ha un prezzo

Blocco del turn over, diminuzione degli stipendi, chiusura di 300 uffici sul territorio. In arrivo i tagli sulle forze dell'ordine. E la democrazia italiana rischia di essere più debole...




La democrazia italiana potrebbe essere più debole. In nome della spending review partiranno i tagli delle forze dell’ordine. Obiettivo: risparmiare un miliardo e 500mila euro. Il risultato sarà raggiunto soprattutto col blocco del turn over. Nelle strade e nelle città italiane diminuiranno carabinieri, finanzieri, poliziotti. Scenderà certamente il grado di sicurezza e di libertà dei cittadini. Della democrazia appunto.

La riduzione dei costi dello Stato è necessaria. La colpa è dei vecchi politici che hanno governato questo Paese. Hanno lasciato un debito pubblico altissimo. E anche di una mentalità sbagliata della pubblica amministrazione. Se tagli ci saranno. Se saranno chiusi 300 uffici sul territorio è anche perché probabilmente il traguardo di molti era lavorare dietro la scrivania. In altri Paesi il rapporto tra numero di forze dell’ordine in strada e quello in ufficio è a vantaggio del primo. Se in Italia non è così, la colpa è di chi non ha cambiato tale mentalità. Lo Stato doveva introdurre criteri manageriali nella gestione e organizzazione di queste strutture. Felice Romano, leader del sindacato Siulp, afferma che - oltre alle macchine e alla benzina - adesso mancano anche le divise. Che i più vecchi le passano ai giovani.

Nel 2020 l’età media delle forze dell’ordine in strada sarà di 53 anni. Nelle grandi città la criminalità utilizza come manovalanza giovani. Scattanti, veloci. Talvolta eccitati dall’uso di droga. Chi vincerà il confronto? Come uomini e donne saranno liberi di esprimere le loro idee, di passeggiare liberamente? La democrazia si difende con l’esercito e la presenza diffusa delle forze dell’ordine. Tanti in Italia sono rimasti perplessi quando Barack Obama, in visita a Roma, interrogato circa l’acquisto degli F35, ha detto la cosa più ovvia per un americano: “La libertà ha un prezzo”. Del resto l’Italia è il Paese dove, anche tra i giornalisti e politici, molti guardano con più simpatia agli incappucciati della Val di Susa che ai carabinieri e ai poliziotti che fanno rispettare leggi votate in democrazia. Che prevede la libertà di critica, espressione e protesta. Ma a volto scoperto. Assumendo la propria responsabilità.

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