L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 luglio 2014

le briciole europee e la lotta cretina

UE: BERLINO SEMPRE PIU' ALLARMATA SU MOSCOVICI AGLI AFFARI ECONOMICI - FOCUS-2-


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 18 lug - Jean Claude Juncker si e' impegnato a dare gli affari economici a un esponente socialista. Questo e' parte integrante degli accordi raggiunti per ottenere il consenso del Parlamento europeo e non e' in discussione. Cio' che e' emerso negli ultimi giorni e' la freddezza della Germania alla prospettiva che il portafoglio dell'economia sia attribuito a un paese che attualmente si trova sul filo del rasoio non tanto perche' il ciclo economico e' peggiorato, quanto perche' il governo non riesce a incidere sulla dinamica della spesa pubblica. Schaeuble non usa le parole a caso. Non mette in discussione la legittimita' della Francia di vedersi attribuito un portafoglio di quella importanza: gli Affari economici rappresentano il cuore pulsante della supervisione di bilancio e macroeconomia e dovranno preparare una proposta per usare il piu' possibile i margini di flessibilita' esistenti nelle attuali regole di bilancio. Schaeuble avanza un problema di opportunita' e poi ha indicato qual e' secondo lui il problema della Francia: non puo' beneficiare di altra flessibilita' sui tempi, "ha gia' ottenuto a due riprese un rinvio supplementare per ridurre il deficit pubblico, il solo fatto di parlarne non crea fiducia, crea al contrario incertezza". Dopo il fallimento del primo negoziato tra i capi di Stato e di Governo sulle nomine Ue, ci sono sei settimane di tempo per trovare un accordo su tutte le nomine. E' ovvio pero' che se tutte le nomine sono collegate tra loro, Jean Claude Juncker, non vuole stare con le mani in mano fino al 30 agosto in attesa che siano risolti i contrasti su chi sara' il "ministro" (o la "ministra" degli esteri), su chi sostituira' Herman Van Rompuy alla presidenza Ue e Jeroen Dijsselbloem alla guida dell'Eurogruppo
L'Italia e' pronta a sostenere Moscovici per due ragioni: la prima e' che sull'asse Roma-Parigi si fonda la strategia della flessibilita' sulle regole di bilancio e sul trattamento delle spese per investimenti pubblici, la seconda e' che Matteo Renzi ha bisogno del sostegno di Francois Hollande per tenere in piedi la candidatura di Federica Mogherini agli "esteri", candidatura che nella prima fase del negoziato sulle nomine non e' passata. Non e' chiaro come andra' a finire la partita della flessibilita' del patto di stabilita' come non e' chiaro come andra' a finire la partita delle nomine di livello piu' alto. I tempi tra le due partite non coincidono ovviamente. Ma e' chiaro che siamo in mezzo a una serie di segnali politici che vengono inviati perche' abbiano un effetto.
Antonio Pollio Salimbeni 
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_18072014_1640_375437623.html

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