L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 luglio 2014

Marco Carrai 10 e il suo amico Renzi chi?


Marco Carrai, il nuovo columnist mazziniano (e renziano)

02 - 07 - 2014Leo Soto
Marco Carrai, il nuovo columnist mazziniano (e renziano)
Una citazione di Mazzini, un riferimento a Machiavelli, una frase di D’Azeglio, una difesa di Israele e molta passione europeistica E, soprattutto, l’invocazione di leader nazionali visionari – alla Renzi? – per far compiere all’Europa passi in avanti e non indietro.
Ecco a voi un nuovo columnist. Si chiama Marco Carrai e finora aveva preferito il basso profilo, limitandosi a suggerire spunti, e pure indiscrezioni, ai giornali e cronisti amici. Ma perché celarsi troppo visto che oramai si è già un personaggio noto?
I cronisti di Firenze e non solo lo hanno definito da tempo il Gianni Letta di Matteo Renzi: discreto, suadente, tessitori di rapporti e relazioni, pugno di ferro in guanto di velluto. Poi l’improvvisa notorietà per quel pasticciaccio svelato dal quotidiano Libero: un gentile regalino per il sindaco tanto amato sotto forma di una casa in affitto a zero euro.
Sono amici d’altronde, si conoscono e si stimano da tempo, e il Gianni Letta di Renzi è pure ai vertici di qualche partecipata del Comune come Firenze Parcheggi, ma su designazione della Camera di Commercio, beninteso: le forme vanno sempre salvate rispetto alla nuda e cruda sostanza.
Carrai, grazie alla rete di relazioni che solcano movimenti cattolici, reti finanziarie e frequentazioni politiche, dopo aver lasciato il segno su partite economiche fiorentine ma dal respiro nazionale (come ad esempio quella legata all’Ente Cassa di risparmio di Firenze, azionista di Intesa; e molti cronisti raccontano del suo astio stile Diego Della Valle verso il Grande Vecchio Giovanni Bazoli) da noto appassionato di cultura e giornali non poteva non avere l’uzzolo di diventare columnist. E qual è al momento uno dei quotidiani più renziani? Il Messaggero. Ed ecco dunque il suo editoriale sul quotidiano di proprietà di Francesco Gaetano Caltagirone in occasione dell’avvio della presidenza italiana del Semestre europeo.
Commento chiaro, colto e breve. Serviva solo un correttore di bozze per evitare che una e congiunzione diventasse e verbo.
http://www.formiche.net/2014/07/02/marco-carrai-il-nuovo-columnist-mazziniano-renziano/

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