L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 luglio 2014

Mentre Renzi chiacchiera, il debito pubblico aumenta

DEBITO PUBBLICO. Bankitalia: a maggio, è aumentato di 20 miliardi. E’ nuovo record

Come, purtroppo, ormai di consueto, gli ultimi dati della Banca d’Italia sul debito pubblico rilevano l’ennesimo superamento del record precedente: a maggio, lo stock di indebitamento dellaamministrazioni pubbliche ha raggiunto il massimo storico, piazzandosi a 2.166,3 miliardi, 20 miliardi in più rispetto all’anno precedente.

Secondo Via Nazionale, la dinamica è composta da un fabbisogno delle P.A. pari a 5,5 miliardi e da 14,9 miliardi di aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (a fine maggio erano pari a 92,3 miliardi, contro i 62,4 dell’anno precedente). Gli esperti di Palazzo Koch sottolineano, altresì, come l’andamento positivo dei mercati, certificato dall’emissione di titoli sopra la pari, nonché fattori quali “l’apprezzamento dell’euro e gli effetti della rivalutazione dei Btp indicizzati all’inflazione (BTPi)” abbiano contenuto l’aumento del debito 0,4 miliardi di euro.

Nel dettaglio, l’indebitamento delle amministrazioni centrali è aumentato di 20,9 miliardi di euro, quello delle amministrazioni locali è diminuito, invece, di 0,9 miliardi mentre quello degli enti locali ha subito una variazione pressoché nulla.

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