L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 luglio 2014

Napolitano eletto da un Parlamento illegittimo, e illegittimo nella sua carica deve smetterla di interferire con il Parlamento illegittimo

Tensioni sulle Riforme, Renzi: ''Ci sono condizioni per chiudere, altrimenti si va avanti'

Premier: 'Ci sono condizioni per chiudere'

Sulle riforme il Parlamento può chiudere entro l'8 agosto, "credo ci siano le condizioni per farcela". Ne è convinto il presidente del Consiglio Matteo Renzi che, però, avverte le opposizioni: se non sarà l'8 agosto "la settimana dopo si andrà avanti. Non è un problema di ore, di giorni, non dobbiamo fare le riforme correndo perchè dobbiamo farle, ma certo non possiamo pensare a chi dice sempre no, a chi immagina di portarci nella palude".  "Pensano di fare arrabbiare me o il governo, ma io non mi arrabbio, ho l'impressione che stiano facendo arrabbiare i cittadini". Lo ha detto in un'intervista al Tg5 Matteo Renzi secondo il quale "quando vedi i senatori che dovrebbero stare in Parlamento a votare andare a fare passeggiatine dal Senato al Quirinale capisci che c'è qualcosa che non torna". "Se vogliono fare 8.000 emendamenti e bloccare il Senato, questo si chiama ostruzionismo, noi ci mettiamo li e, poco alla volta, andiamo avanti con la serenità di chi sa che non ci stanchiamo, o meglio che si stancheranno prima loro". ha aggiunto "Diciamolo in modo chiaro: vogliono discutere davvero nel merito di 10, 20, 30, 50 punti da cambiare? Noi si può anche discutere" ma il premier, in un'intervista al Tg5, ribadisce che non si può bloccare le riforme".
E il muro contro muro sulle riforme preoccupa il Colle anche se il Quirinale precisa: nessuna telefonata di Napolitano a frondisti. "Il Presidente della Repubblica segue con preoccupazione gli sviluppi della situazione parlamentare, ma - recita una nota- è destituita di ogni  fondamento la notizia di sue telefonate di pressione a 'parlamentari ribelli'" riportata dai media.

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