L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 luglio 2014

Orban da lezione all'Euro, gli interessi delle comunità sono primari nei confronti del profitto dei pochi

Ungheria, Orban vuole "stato illiberale", Bruxelles minimizza

Portavoce commissione: non minaccia divorzio da principi europei


      AFP
Roma, 30 lug. (TMNews) - Viktor Orban ha sfidato di nuovo l'Unione europea e da Bruxelles, per il momento, è arrivata un reazione "soft". Jonathan Todd, uno dei portavoce della Commissione europea, ha detto di non ritenere che il discusso discorso del premier ungherese nel quale s'è detto a favore di uno "stato illiberale" sul modello di Russia, Turchia e Cina come una minaccia all'adesione magiara ai principi Ue.

Tutto nasce da un discorso fatto da Orban sabato scorso a Baile Tusnad, una città rumena abitata per lo più da cittadini di cultura ungherese. Il ragionamento del capo del governo di destra magiaro è che la crisi economica iniziata nel 2008 ha dimostrato che "gli stati liberal-democratici non possono rimanere competitivi". Per questo motivo bisogna prendere esempio da paesi come la Turchia, la Russia e la Cina, che non hanno abbracciato valori liberali e, talvolta, neanche democratici, ma che si stanno dimostrando modelli di successo.

"Io non penso che la nostra adesione all'Ue ci precluda la possibilità di costituire un nuovo stato illiberale su fondamenta nazionali", ha affermato Orban. E questa frase ha messo in allarme opposizione e osservatori internazionali. Per due motivi: la maggioranza di Orban controlla in Parlamento più dei due terzi dei seggi, quindi è in grado da sola di modificare la Costituzione, e il premier ha dimostrato già in passato di essere in grado di modellare l'assetto istituzionale del paese secondo le sue idee.
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20140730_00358_NE.shtml

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