L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 luglio 2014

per uscire dalla crisi bisogna rilanciare la produzione pubblica dei beni collettivi e invece disimpegno e morte

Infortuni: Cisl, in Sicilia sistema ferroviario da far west

Palermo, 18 lug. - (Adnkronos) - ''Tristezza e cordoglio''. Sono i sentimenti che la Cisl siciliana esprime per la morte di tre lavoratori di Rfi, ieri, sulla linea ferrata Caltanissetta-Gela. ''Vanno accertate in fretta - dice Maurizio Bernava, segretario generale regionale - circostanze e cause della tragedia'', che ha distrutto le famiglie di Vincenzo Riccobono, 54 anni; Antonio La Porta, 55 anni e Luigi Gazziano, 57 anni. Per prima cosa, secondo il leader sindacale bisogna chiarire "le ragioni per le quali, alle 18, i tre si trovavano ancora lì dove hanno perso la vita''. ''Negli ultimi vent'anni - afferma Bernava - il sistema ferroviario italiano ha registrato una divaricazione profonda di condizioni, tra nord e sud: al nord comfort a 300 all'ora, in Sicilia, specialmente, arretratezza da far west, con servizi inadeguati, improvvisazione, degrado tecnologico. E il rischio di morire a 40 all'ora''. Pertanto, per la Cisl "quest'arretratezza non può più essere ignorata da alcun livello di governo e dal gruppo Fs". Sulla vicenda è intervenuto pure il vertice nazionale di via Po con una nota in cui il segretario confederale Cisl Luigi Sbarra sottolinea che il sindacato si unisce ''all'accorato monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano'', in tema di sicurezza sul lavoro. ''La Cisl - si legge nella nota - assicura il massimo della disponibilità ad operare congiuntamente con le istituzioni e le forze imprenditoriali per consentire anche attraverso la contrattazione e la bilateralità, di rafforzare le iniziative di prevenzione e formazione in materia di salute e sicurezza''. Nel contempo, a quanti sono preposti all'attività di controllo, richiede di ''intensificare ogni azione di vigilanza''.
(18 luglio 2014 ore 17.02)

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