L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 luglio 2014

Renzi è il peggio del Nuovo Ventennio

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arsenico-acqua6Il marketing politico del Governo si basa sulla promozione di slogan, contenitori e presentazioni sceniche più che sui contenuti, la qualità e le controindicazioni. Renzi sta trasmettendo ininterrottamente uno spot pubblicitario per vendere a caro prezzo le fantomatiche riforme dei 1000 giorni. Annunci e slide si susseguono da mesi, senza soluzione di continuità, con l’obiettivo di nascondere flop ed effetti collaterali della campagna mediatica di commercializzazione delle larghe intese. Nel silenzio generale degli organi di informazione, il Governo Renzi sta trascinando il Paese verso una deriva autoritaria e nel baratro della questione immorale avvelenando, giorno dopo giorno, le fonti della nostra democrazia.
Il decreto Competitività, ad esempio, nella sezione dedicata alle disposizioni urgenti per le imprese, contiene una norma che resuscita l’anatocismo bancario: ovvero legalizza l’usura. Gli istituti di credito, infatti, potranno lucrare interessi non solo sul capitale erogato, ma anche sugli stessi interessi passivi già maturati. Due sentenze della Cassazione, la n. 21095 del 2004 e la n. 24418 del 2010, hanno stabilito l’illegittimità di questa pratica. Renzi, incurante, elargisce l’ennesimo regalo agli speculatori finanziari continuando a mandare in onda lo spot del Governo che non è amico delle banche.
Il contrasto all’evasione e alla corruzione, anche questo annunciato dal premier come battaglia senza quartiere contro ladri e amministratori infedeli, si risolve nel decreto del ministro Orlando con il quale si prevede che la misura della custodia cautelare in carcere non si applica se la pena è inferiore a 3 anni. L’immunità introdotta per i nominati in Senato si propaga anche ai corruttori, ai politici che ricevono finanziamenti illeciti e ai frodatori del fisco consentendogli di approfittare di riti abbreviati e patteggiamenti di pena per evitare la galera.
Per questi ultimi c’è una norma ad hoc, dall’accattivante nome di “voluntary disclosure”, che consente ai grandi evasori fiscali di sanare la propria posizione penale. Un condono fiscale, insomma, rivolto a chi ha incassato proventi illeciti o ha presentato false dichiarazioni fiscali e ha messo al sicuro questi fondi neri portandoli all’estero con operazioni fraudolente. In cambio di sconti di pena e agevolazioni pecuniarie, i ladri possono anche in questo caso patteggiare con il Fisco e legalizzare i propri profitti illegali.
Le attività produttive, il fisco, la giustizia. E il lavoro: dopo le dichiarazioni di Guidi e Poletti, che hanno definito l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori un “totem” da superare, il Governo conferma di volerlo eliminare per completare l’opera di precarizzazione già consolidata con il cosiddetto Job Act. Alfano propone oggi di superarlo del tutto, trattandosi di un fastidioso ostacolo per i poteri forti. La disoccupazione aumenta vertiginosamente, è un dato di fatto, e Renzi apre la strada ai licenziamenti facili. In un Paese con 10 milioni di poveri, si elimina l’articolo 18 invece di introdurre il reddito di cittadinanza.
Ci siamo battuti costantemente, nelle Commissioni, in Aula e nelle agorà pubbliche, usando gli strumenti della controinformazione e della proposta contrastare i disastri di questa maggioranza tossica. Offriamo anche un antidoto alle controriforme targate Boschi-Verdini e mettiamo nuovamente sul tavolo i nostri punti programmatici. Ma la campagna pubblicitaria del Governo è in realtà una strage silenziosa dei diritti, che saranno definitivamente massacrati con le controriforme incostituzionali fatte ai danni dei cittadini e su misura delle caste. Renzi sta inquinando il tessuto economico e sociale del Paese al fine di renderlo colonia fertile per i poteri forti. Ma l’Italia gode ancora di sana e robusta Costituzione. A mali estremi, estremi rimedi: porteremo avanti un’opposizione durissima per fermare questo stillicidio e restituire la democrazia ai cittadini. Siate pronti a sostenere la nostra controffensiva. La riscossa del Paese inizia ora.

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