L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 luglio 2014

TTIP, eventuali conseguenze sulla Svizzera

Accordo di libero scambio UE-USA (TTIP): possibili conseguenze per la Svizzera

Berna, 10.07.2014 - Due rapporti commissionati dalla Segreteria di Stato dell’economia hanno analizzato le possibili conseguenze di un accordo commerciale tra l’UE e gli USA sull’economia svizzera. È dal luglio 2013 che i due Paesi stanno negoziando un partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP) al fine di eliminare i dazi doganali sui prodotti agricoli e industriali e, soprattutto, gli ostacoli non tariffari al commercio. Essendo l’UE e gli USA i partner commerciali più importanti della Svizzera, l’Accordo potrebbe avere sensibili conseguenze per l’economia nazionale.

Oltre due terzi delle esportazioni svizzere sono destinate all’UE (56%) e agli USA (11%). Un eventuale accordo di libero scambio creerebbe condizioni quadro più favorevoli per gli scambi tra l’UE e gli USA e, a seconda di quanto verrà negoziato, potrebbe penalizzare l’economia svizzera. Questo rischio riguarda soprattutto il mercato statunitense, dal momento che non esiste un accordo di libero scambio tra gli USA e la Confederazione. Esiste però anche la possibilità che la Svizzera – e altri Paesi terzi – beneficino del TTIP qualora esso creasse una nuova regolamentazione non discriminante per quanto riguarda gli ostacoli non tariffari. Poiché al momento non si conoscono i risultati concreti dei negoziati in corso, entrambi gli studi si fondano su supposizioni e scenari eventuali, in base ai quali stimare l’entità delle ripercussioni per la Svizzera e riflettere sulle possibilità d’intervento a livello di politica economica.
Effetti tangibili a livello macroeconomico
Lo studio del World Trade Institute (WTI) dell’Università di Berna fornisce previsioni sui possibili effetti macroeconomici in base a un modello di equilibrio economico generale calcolabile. Analizza tre diversi scenari nonché, in particolare, eventuali misure di politica commerciale da parte della Svizzera, vale a dire un accordo parallelo tra l’AELS e gli USA. A seconda di come sarà strutturato il TTIP, ma anche di quali saranno le suddette misure adottate dalla Svizzera, le ripercussioni a lungo termine variano da possibili riduzioni del PIL dello 0,5% (se l’accordo TTIP si limitasse all’abolizione dei dazi e in assenza di un accordo di libero scambio fra gli Stati dell’AELS e gli USA) fino a un aumento del 2,9% (in caso di accordo globale e di un accordo di libero scambio fra gli Stati AELS e gli USA). Si tratta però di cifre da considerare con prudenza: indicano solo la possibile entità degli effetti del TTIP sull’economia svizzera e su alcuni settori.
Effetti sui servizi e sugli appalti pubblici
È probabile che il TTIP riguarderà soprattutto lo scambio di merci, più che il terziario. Considerati i processi di liberalizzazione avvenuti finora in analoghi accordi di libero scambio dell’UE e degli USA, non si prevedono ampie liberalizzazioni nel settore terziario tra l’UE e gli USA. Se il TTIP prevedesse una liberalizzazione del settore degli appalti pubblici in ogni Stato federale degli USA per i fornitori dell’UE si aprirebbero nuovi mercati di sbocco ai quali le imprese svizzere potrebbero non avere accesso.
Importanza delle regole d’origine Il secondo studio commissionato dalla SECO analizza le possibili conseguenze, in alcuni importanti settori di importazione, di eventuali regole restrittive nel TTIP per i produttori svizzeri. Secondo il rapporto, il mercato automobilistico e quello degli strumenti di precisione ne sarebbero maggiormente colpiti. I produttori dell’UE potrebbero ad esempio sostituire i semilavorati svizzeri con semilavorati provenienti dall’UE o dagli USA. Secondo lo studio, per l’esportazione di prodotti finiti nell’UE, le imprese statunitensi sostituirebbero i fattori produttivi svizzeri con quelli provenienti dall’UE o dagli USA solo in misura limitata.
Prossime tappe
UE e USA dichiarano di voler concludere i negoziati entro la fine del 2015. Si presume che a seconda del settore e dei prodotti concorderanno una progressiva apertura del mercato, differenziata. Al termine dei negoziati saranno probabilmente necessarie analisi settoriali più approfondite.
https://www.news.admin.ch/dokumentation/00002/00015/?lang=it&msg-id=53743

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