L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 agosto 2014

.Nagorno Karabakh, altro focolaio di guerra in Europa

AZERBAIGIAN. Baku, ‘Erevan viola la tregua’; rammarico dal gruppo di Minsk per escalation tensione

ago 1st, 2014 | By | Category: Qui Europa, Ultimissime di Giacomo Dolzani -
nagorno_karabakh“Otto soldati azerbaigiani hanno perso la vita in seguito a tre giorni di continua violazione del cessate il fuoco da parte delle forze armene e dei guerriglieri del Nagorno-Karabakh”; a dichiararlo oggi in una nota è il ministro della Difesa azero, Safar Abiyev, che ha aggiunto che la loro morte non rimarrà impunita.
Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza di Baku, alcuni uomini facenti parte dell’intelligence di Erevan avrebbero cercato di attraversare il confine, mentre i media locali riferiscono che circa una cinquantina di militari armeni sarebbero caduti negli scontri a fuoco seguiti ai tentativi di violazione della frontiera; il ministro della Difesa ha infatti garantito che le forze azerbaigiane hanno il pieno controllo dei confini nazionali.
Rammarico per l’accaduto è stato espresso anche da, James Warlick, rappresentante degli Usa nel Gruppo di Minsk, organismo costituito dall’Osce per la risoluzione dell’annoso conflitto del Nagorno-Karabakh.
I due paesi sono infatti in uno stato di guerra permanente da ormai più di 20 anni; in seguito alla caduta dell’Urss infatti si scatenò tra Armenia ed Azerbaigian un conflitto che si risolse nell’occupazione da parte delle forze di Erevan dell’altopiano del Nagorno-Karabakh, regione dell’Azerbaigian la cui popolazione è costituita perlopiù da armeni, e di altre sette province circostanti (il 20% del territorio nazionale), costringendo oltre un milione di azeri a lasciare le loro case.
Da allora i rapporti tra le due repubbliche si sono interrotti e, nonostante sia stata proclamata una tregua, le azioni di sabotaggio e le schermaglie sono continuate, causando migliaia di vittime in entrambi gli schieramenti.
http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=43088

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