L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 agosto 2014

Imploda l'Europa, l'Italia riacquisterebbe Sovranità Nazionale, Politica e Monetaria

Inglesi pronti a lasciare l'Unione Europea

La stampa britannica dà per scontato il grande passo, soprattutto dopo l'accordo - neanche tanto segreto - tra la Merkel e Putin

Inglesi pronti a lasciare l'Unione Europea

"Una bomba sull'Europa". Così hanno definito nel Regno Unito l'ipotesi che la Gran Bretagna possa lasciare l'Unione Europea e che ormai comincia a diventare realtà. All'indomani della nomina di Jean-Claude Juncker a presidente della commissione Ue, contro il quale il premier britannico David Cameron si è opposto fino all'ultimo, la stampa inglese sembra avere un solo obiettivo: far uscire la Gran Bretagna dall'Unione Europea. "Un passo avanti verso l'uscita dall'Europa" è stato il titolo dell'euroscettico Daily Mail. Sulla stessa linea pure il Times: "La Gran Bretagna vicino all'uscita dalla Ue" ha titolato il giornale di Rupert Murdoch. Il Paese si trova in uno "splendido isolamento". "Una sconfitta, un disastro" è stato il titolo dell'Independent, mentre il Guardian pure ha puntato a un "Regno Unito vicino all'uscita da Ue" e il Sun si è rivolto a Cameron titolando "Cam, siamo in guerra con l'Europa". Infine, il Financial Times, nel suo editoriale, ha sostenuto che si tratta di un "cambiamento storico di potere all'interno della Ue".
Il premier inglese ha fortemente criticato la scelta di Juncker per la presidenza della Commissione Ue. E così adesso da Londra potrebbe partire l'effetto-domino sull'Unione. Se lascia la Gran Bretagna potrebbe partire una reazione a catena dagli esiti imprevedibili.
Ma cosa si nasconde davvero dietro questo ultra euro scetticismo britannico? Non certo la nomina di nomina di Jean-Claude Juncker.
Quello che ha scatenato le ire di Londra - e degli atlantici in generale - è stato scritto sulle colonne della prima pagina dell'Independent di giovedì: l'accordo segreto tra il Cancelliere tedesco e lo Zar.
Germania e Russia, in barba alle sanzioni occidentali, starebbero negoziando in segreto un accordo che potrebbe porre fine alla crisi ucraina e allentare la tensione internazionale che ha ripiombato il mondo in un clima da nuova Guerra Fredda.
Il piano di pace, su cui stanno lavorando sia la Merkel che Putin, si fonda su due ambizioni principali: stabilizzare i confini dell’Ucraina e fornire al Paese, finanziariamente travagliato, una forte spinta economica, in particolare con un nuovo accordo energetico in grado di garantire la sicurezza delle forniture di gas.
Il problema, se la proposta della Merkel risultasse accettabile per i russi, è che la comunità internazionale avrebbe bisogno di riconoscere l’indipendenza di Crimea e la sua annessione da parte della Russia, una mossa che alcuni membri delle Nazioni Unite potrebbero trovare difficile da digerire, ma che la Germania sembra intenzionata a fare, anche forzando la mano.
Fonti vicine ai negoziati segreti sostengono che la prima parte del piano di stabilizzazione richiede che la Russia ritiri il sostegno finanziario e militare ai diversi gruppi pro-separatisti che operano in Ucraina sud-orientale e nell’ambito di tale accordo, la Regione riceverebbe alcuni poteri decentrati. Le popolazioni russofone avrebbero grandi autonomie.
Allo stesso tempo, il presidente ucraino dovrebbe accettare di non aderire alla NATO. In cambio, il presidente Putin non cercherà di bloccare o interferire con nuove relazioni commerciali dell’Ucraina con l’Unione europea, nel quadro del patto firmato poco tempo fa.
In secondo luogo, a Kiev sarebbe stato offerto un nuovo contratto a lungo termine con la russa Gazprom, mantenendo i prezzi che aveva col governo precedente.
Anche perché le forniture di gas Ucraina si stanno esaurendo e sono suscettibili di esaurirsi prima di questo inverno, che significherebbe la rovina economica e sociale per il Paese.
Come parte della transazione, la Russia dovrebbe compensare l’Ucraina con un pacchetto finanziario da un miliardo di dollari per la perdita del canone di locazione che (la Russia, N.d.t.) pagava per lo stazionamento della propria flotta in Crimea e nel porto di Sebastopoli sul Mar Nero, pagamento interrotto a marzo, quando la Crimea ha votato per l’indipendenza.
Un vero e proprio capolavoro diplomatico, che riporterebbe pace in Ucraina, riavvicenerebbe la Russia all'Europa e farebbe respirare un po' di sovranità al vecchio Continente, relegando in un angolo, per una volta, Usa, Nato e Troika. Che sembrano aver perso la testa e stanno scatenando un "bombardamento mediatico".
Poteva mettere i bastoni tra le ruote all'intesa l'abbattimento del Boeing 777, che ha provocato la morte di 298 civili, ma proprio dai media tedeschi è uscita fuori la verità. L'abbattimento attribuito da Washington e dall'Occidente ad un errore dei separatisti ucraini aiutati da Mosca in realtà, per sua stessa ammissione, è stato tirato giù da un caccia ucraino. Lo ha confessato il pilota soldato che ha sparato il missile sull'aereo della Malaysia Airlines su un noto quotidiano tedesco.
Per questo giovedì l'Independent ha gridato allo scandalo, ritenendo che il lavoro fin qui svolto da Merkel e Putin potrebbe portare davvero ad un accordo Berlino - Kiev - Mosca.
Berlino non ha mai nascosto che avrebbe molto da perdere dall'inasprimento delle sanzioni contro Mosca. Così come si è sempre espressa su posizioni concilianti verso la Russia, dalle sanzioni alla firma del South Stream, affermando che l'Europa non poteva permettersi di innalzare un'altra cortina di ferro.
Il negoziatore sarebbe un nome noto: Dmitry Firtash, uno degli uomini più ricchi dell'Ucraina, che medio' precedente maxi-accordo tra Gazprom e Kiev tra il 2006 ed il 2009. Firtash vive a Vienna inseguito da una richiesta di estradizione Usa (Guarda un po'!). Vicino al presidente ucraino, Petro Poroshenko, è anche accreditato di ottimi contati al Cremlino.
Ancora una volta la lungimiranza della Merkel e della Germania (alla faccia dei "populismi nostrani" e degli "euro scettici made in Usa"), la potenza e la calma dell'Orso Bianco russo potranno salvare l'Ucraina e l'Europa e Putin potrebbe fare l'ennesimo "scacco matto" ad Obama e agli atlantici. Così come ancora una volta, che ne dicano gli stolti patriottardi, la Germania, difendendo i propri interessi, sta difendendo tutta Europa dall'imperialismo della Nato e del Fmi.
Giuliano Castellino

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