L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 agosto 2014

Israele/ebrei assassini, i governi del Sud America si mobilitano

DOPO ECUADOR E BRASILE, ANCHE PERÙ, CILE E SALVADOR CONTRO OFFENSIVA A GAZA

“La portata e l’intensità delle operazioni israeliane a Gaza violano il principio di proporzionalità nell’uso della forza” e pertanto non rispettano “norme fondamentali del diritto internazionale umanitario”: con questa motivazione il Cile ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore a Tel Aviv, Jorge Montero. “Non sappiamo quanto tempo resterà a Santiago, dovremo valutarlo” ha detto il capo della diplomazia di Santiago, Heraldo Muñoz, da Caracas, dove partecipa al vertice del Mercosur (Mercato comune sudamericano). Allo stesso summit, il Brasile, capofila dell’opposizione latinoamericana all’offensiva su Gaza, chiederà formalmente il sostegno dei suoi soci – Argentina, Paraguay, Uruguay e Venezuela – dopo essere stato aspramente contestato da Israele.
Di pari passo con il Cile, anche il Perù ha annunciato il richiamo del suo ambasciatore, José Salinas: “Non può protrarsi una situazione in cui tanti civili e tanti bambini stanno morendo…Guardavamo con grande speranza alla tregua dichiarata, sperando che fosse la cessazione dell’ostilità e l’inizio di negoziati. Purtroppo non è stato così” ha detto il ministro degli Esteri di Lima, Gonzalo Gutiérrez. La decisione, ha aggiunto, è stata presa contemporaneamente al Cile, come dimostrato sulla perfetta sincronia con cui sono stati diffusi i relativi comunicati.
E anche il Salvador si è unito a Cile e Perù, dando istruzioni per il richiamo per consultazioni del suo ambasciatore in Israele, Susana Edith Gun de Hasenson, “fino a nuovo ordine”. “Esprimiamo la nostra solidarietà con i bambini, le bambine, le donne, gli uomini, gli anziani che sono vittime dei bombardamenti indiscriminati nella Striscia di Gaza, mentre allo stesso tempo condanniamo nel modo più energico queste azioni” ha detto il presidente Salvador Sánchez Cerén, parlando a margine del summit del Mercosur. In modo analogo si erano comportati nei giorni scorsi anche Ecuador e Brasile.

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