L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 agosto 2014

Israele/ebrei vadano negli Stati Uniti e lasciano le terre ai veri proprietari, i palestinesi

Il boicottaggio di Israele non è “antisemitismo”

picprimapaginailmattinoLettera inviata al Direttore de “Il Mattino” di Napoli
Gentile Direttore
La prima pagina del suo giornale, oggi 10 agosto, riporta il titolo in evidenza “<<Boicotta Israele>> manifesti choc” che, nonostante il testo sopra questo titolo (“Volantini contro i negozi dei commercianti ebrei a Roma: sdegno e polemiche”) e quanto riferito nell’articolo a pag. 11, rischia di ingenerare degli equivoci che – come Comitato di solidarietà alla resistenza palestinese e Comunità palestinese di Napoli – riteniamo opportuno dissipare.
La Campagna internazionale BDS (Boicottaggio-Disinvestimenti- Sanzioni) nella quale noi ci riconosciamo, infatti, non ha nulla a che fare con iniziative, di stampo antisemita e neonazista, volte a boicottare i “negozi di proprietà degli ebrei”.  L’invito della Campagna internazionale BDS a non comprare merci prodotte nei territori recentemente strappati da Israele ai Palestinesi e che vengono , qui da noi, commercializzati come “israeliani”, punta (esattamente come avvenne con le iniziative di boicottaggio contro lo stato del Sud Africa per la fine dell’apartheid) a fermare la pulizia etnica  che lo stato di Israele sta conducendo in Palestina. Una campagna internazionale che vede l’attivo coinvolgimento, oltre che di innumerevoli democratici, artisti ed intellettuali, di cittadini israeliani e di persone di religione ebraica, tra i quali non pochi rabbini.
Una campagna che ha già visto significativi, se pur parziali, successi – come, ad esempio, le recenti  direttive dell’Unione Europea – che, come le nostre recenti manifestazioni di solidarietà con la popolazione di Gaza, vuole favorire un processo di pace in Medioriente basato sulla fine dell’illegittima occupazione dei territori e sul reciproco rispetto dei diritti.
Le saremmo grati, pertanto se volesse pubblicare questa nostra lettera che tra l’altro serve a rispondere ai nostri politicanti, che additando come “antisemita” chiunque  critichi la politica dello stato di Israele, finisce per equiparare gli “Ebrei” agli attuali governanti di Israele e, –  cancellando l’impegno per la pace di tanti ebrei (tra i quali i soldati israeliani che oggi si stanno rifiutando di combattere nei territori occupati) – contribuisce a far crescere ancora di più quell’antisemitismo che sta dilagando in Europa.

Cordialmente

Comitato a sostegno della resistenza palestinese
Comunità palestinese di Napoli
http://napolinowar.wordpress.com/2014/08/10/il-boicottaggio-di-israele-non-e-antisemitismo/

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