L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 agosto 2014

la Bulgaria, dopo la sospensione ordinata dall'Europa riprende in considerazione il South Stream

Il gas bulgaro rivivificherà il South Stream

Il gas bulgaro rivivificherà il South Stream

Stando ai media bulgari, il vicepremier e il ministro tecnico per lo sviluppo regionale del governo provvisorio della Bulgaria, Ekaterina Zakharieva, ha dichiarato che il progetto South Stream, sospeso l’8 giugno dalla parte bulgara, sarà realizzato se sarà garantita la possibilità di trasporto anche del gas bulgaro scoperto sulla piattaforma continentale del Mar Nero.

Attualmente il giacimento Khan Asparukh della zona bulgara del Mar Nero è curato dal gruppo francese Total, dall’ austriaca ОМV e dalla spagnola Repsol.
Secondo le parole di Zakharieva, in caso di collegamento al gasdotto della risorsa bulgara sarà rispettata anche la principale condizione, posta dall’Ue nell’ambito del Terzo pacchetto energia, secondo la quale anche altre compagnie devono avere accesso al gasdotto. Infatti, una delle trasgressioni rilevate dalla Eurocommissione è la mancata trasparenza e la indeterminatezza della procedura delle gare, in seguito alla quale è stata la Russia ad ottenere quest’anno il diritto di realizzare il tratto bulgaro del gasdotto.
Il ministro Zakharieva ha detto che il risultato delle nuove gare per la determinazione del costruttore del gasdotto nel territorio della Bulgaria sarà accettato solo con il consenso di Bruxelles.
La dichiarazione della vicepremier non è, in sostanza, di carattere categorico. Esprime piuttosto la speranza che tale progetto sia possibile. Non solo, ma sarebbe possibile in caso di avvio riuscito dell’estrazione di gas in questo giacimento che, come è noto, succederà non prima del 2019, fa notare l’economista bulgaro Anghel Nedjalkov:
La dichiarazione di Ekaterina Zakharieva va considerata nel contesto di quanto avviene sulle piattaforme continentali del Mar Nero. L’interesse verso la regione esiste da decine di anni, ma le quantità industriali di estrazione degli idrocarburi rimangono soltanto nei calcoli teorici. Infondono speranza le nuove tecnologie che, indubbiamente, accelereranno il processo ed aumenteranno le possibilità. Così, due anni fa specialisti austriaci hanno dimostrato la presenza di risorse di petrolio entro i confini della piattaforma continentale romena. In questo momento le zone marittime dell’Ucraina, Bulgaria ed altri paesi del bacino del Mar Nero vengono scrupolosamente esaminate e i risultati sono promettenti. La zona bulgara sarà esaminata solo nel 2016. Se ne occuperà il gruppo francese Total.
Malgardo il South Stream sia molto vantaggioso per la Bulgaria, questo paese non oserà entrare in conflitto con l’Unione Europea. Secondo gli esperti, i rapporti di buonvicinato con la Russia difficilmente potranno influire sulle nuove idee del nuovo governo tecnico del paese.
Stando all’ex ministro dell’energia bulgaro Rumen Ovčarov non tutti in Europa sono interessati al South Stream e gli specialisti regionali se ne rendono perfettamente conto. Tuttavia è un progetto politico e la questione sarà risolta, indubbiamente, nel relativo alveo, è convinto l’economista bulgaro.
Non tutti in Europa sono a favore del South Stream. Per alcuni è un palese intralcio. Ad esempio, la Romania perderebbe rilevanti tasse turche. E non solo la Romania. Altra cosa è perché nel processo di lavoro la Russia, la Bulgaria e l’Ue non hanno chiarito subito le loro posizioni. Ciò avrebbe permesso di evitare molti inconvenienti. La questione non sarebbe diventata una moneta spicciola nei rapporti tra Russia ed Ucraina. Ma, comunque sia, bisogna guardare avanti e cercare una soluzione corretta.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_08_15/Il-gas-bulgaro-rivivifichera-il-South-Stream-0674/

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