L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 agosto 2014

ma il governo cosa ci sta a fare? nulla sulla riduzione delle tasse, niente sullo sviluppo e sulla politica industriale

Lavoro: Bonanni, paese e' fermo. Serve impegno maggiore Governo

(ASCA) - Roma, 31 lug 2014 - '' I dati dell'Istat sulla disoccupazione e quelli di ieri dello Svimez sulla situazione disastrosa del Mezzogiorno, testimoniano che siamo ancora nel pieno dell'emergenza economica ed occupazionale. Il paese e' fermo''. Lo afferma in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. ''Abbiamo superato la soglia dei tre milioni di disoccupati su base annua e almeno 140 mila persone rischiano di essere espulsi dal ciclo produttivo nel 2014 secondo le nostre stime - aggiunge Bonanni -. Il Governo e le forze politiche si stanno preoccupando molto confusamente di modificare gli organi costituzionali e le regole del gioco solo per risolvere i loro problemi, tralasciando il tema dello sviluppo e del lavoro. Al di la' delle promesse del premier, non c'e' stato finora un impegno straordinario sulla riduzione delle tasse, sui fattori di sviluppo, sulla politica industriale, sulla riforma dei troppi centri di spesa incontrollati del nostro paese. Basta pensare al disastro delle municipalizzate, agli appalti scandalosi della sanita', all'autonomia regionale che e' diventata il cuore degli sprechi, delle inefficienze e delle ruberie. Solo tagliando la spesa pubblica improduttiva si possono ridurre le tasse. Ma occorre anche un ruolo pubblico molto piu' marcato per rivitalizzare la domanda interna e soprattutto favorire gli investimenti drammaticamente crollati negli ultimi anni''. ''Come e' avvenuto in altre fasi difficili e complicate della storia italiana - conclude Bonanni -, servirebbe, soprattutto, il confronto e la collaborazione di tutti i soggetti responsabili che devono assumere impegni reciproci di carattere politico, imprenditoriale e sindacale. Una collaborazione che il Governo si sta guardando bene dall'incoraggiare''.
http://www.asca.it/news-Lavoro__Bonanni__paese_e__fermo__Serve_impegno_maggiore_Governo-1409652-ECO.html

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