L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 settembre 2014

Basta tasse, adesso lo stato fa rapine a mano armata agli italiani

Matteo Salvini attacca Renzi: "Se mette mezza tassa in più scendiamo a Roma con i bastoni"

Non perde occasione Matteo Salvini per tuonare contro il Presidente del Consiglio e, sopratutto, contro l'Unione Europea ed i suoi vincoli in materia fiscale e di bilancio: nessuna occasione poteva essere più appropriata che la Festa dei Popoli Padani che si tiene sul Monviso, in provincia di Cuneo, proprio mentre a Milano il vertice Ecofin discute di materia fiscale.
La Lega Nord, adunati i militanti ai piedi del Monviso, stringe le fila del proprio elettorato e si scaglia contro le politiche fiscali che l'Europa imporrebbe all'Italia per mano del governo a guida fiorentina: una teoria che in quel di via Bellerio va per la maggiore. In tal senso il segretario Salvini ha ribadito un concetto già in passato evocato dall'allora padre-padrone del Carroccio, Umberto Bossi, che nel 1995 tuonava contro la partitocrazia italiana e minacciava la discesa a Roma "baionette in canna".
Deposte le armi ai leghisti di oggi sono rimasti i bastoni:
"Se Renzi metterà una sola mezza tassa in più noi scendiamo a Roma con i bastoni. [...] Noi qualche proposta l'abbiamo fatta: se i vincoli di Bruxelles ti portano a morire te ne devi fregare. Il 3%, il patto di stabilità, qualcuno se ne frega e i soldi li trova facendo ripartire l'economia. Renzi invece abbaia ma non morde, perchè poi dice che rispetterà tutti i vincoli europei e non so veramente dove troverà i soldi".
ha dichiarato alla stampa Salvini, che si è nuovamente scagliato contro le politiche fiscali europee, cogliendo in particolare l'occasione delle infauste dichiarazioni di ieri del commissario Katainen.
Salvini ha poi enunciato brevemente le proposte leghiste in materia fiscale, sottolineando come anche i tagli orizzontali siano, di fatto, tasse:
"Se chiudi un ospedale è una tassa per il cittadino, che deve fare 50 chilometri per andare a farsi curare; se chiudi una scuola è una tassa occulta. Noi la proposta

l'abbiamo fatta: l'aliquota fiscale del 20% che funziona in 40 Paesi del mondo, combattere l'evasione fiscale fa incassare di più allo Stato."
sostiene il segretario del Carroccio, che è tornato anche su un tema parecchio caro alla Lega, l'indipendentismo; non direttamente per carità (la Lega in teoria ha rinunciato alla secessione convergendo verso il federalismo), ma rispondendo ad alcune domande sulreferendum in Scozia e sugli effetti che potrebbe avere per l'economia britannica ed europea, Matteo Salvini ha spiegato:
"Non è mai stato chiuso il tema dell'indipendenza. Se la Scozia vince è una ventata d'aria fresca per l'Europa e ci saranno il Veneto, la Lombardia ma anche il Salento. È già storico il fatto che in Scozia si voti. È un passo importante verso la democrazia. La battaglia indipendentista non l'abbiamo mai smessa, contro i regimi europei e di Roma. Se ci mettiamo tutti insieme abbiamo più probabilità di vincere, lo dico non solo al Piemonte ma anche alla Sardegna al Salento e alla Sicilia"

 http://www.polisblog.it/post/255000/matteo-salvini-attacca-renzi-se-mette-mezza-tassa-in-piu-scendiamo-a-roma-con-i-bastoni

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