L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 settembre 2014

Continuiamo a dare soldi veri ad uno stato straniero

Matteo Renzi e il Vaticano
vaticano-webdi Nicola Tranfaglia - 14 settembre 2014
Che il governo attuale guidato dall'ex sindaco di Firenze Matteo Renzi non abbia nessuna intenzione di modificare l'ambiguo meccanismo che regola da sempre i rapporti tra la Conferenza Episcopale Italiana e quello che gli italiani destinano a lei direttamente (la cosiddetta divisione proporzionale dell'inoptato) e, di fatto, la CEI incassa tre volte di più di quanto dovrebbe ma ora vuole, addirittura dedicare all'inoptato, anche un poco del denaro che i contribuenti danno allo Stato. La legge finanziaria del governo Letta stabiliva che tra gli enti beneficiari dell'otto per mille ci fosse anche l'edilizia destinata alla scuola; il primo settembre quando il decreto attuativo, scritto dalla presidenza del Consiglio, è arrivato alla Camera dei deputati, conteneva una piccola modifica: i soldi andranno alle scuole di "proprietà pubblica dello Stato, degli enti locali territoriali e del Fondo destinato agli edifici di culto."
Questo ultimo, oltre a negozi, appartamenti e persino foreste, è il proprietario formale di 750 tra i più grandi complessi ecclesiastici, con scuole annesse, dati in gestione alle varie congregazioni che fanno parte della Chiesa cattolica. Si tratta, ben inteso, di scuole private ma saranno quelle che si spartiranno i 150 milioni all'anno di euro che fanno parte dell'8 per mille pagati dai contribuenti allo Stato italiano. Finora in parlamento hanno protestato soltanto i parlamentari del movimento Cinque Stelle ma i malumori, ad esempio, per il proposito di abrogare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha generato in una parte del partito di maggioranza reazioni e malumori che forse non è il caso di sottovalutare. La verità è che gli edifici anche "commerciali" che appartengono ad enti religiosi continuano a non pagare le imposte sugli immobili che tutti gli altri pagano. Nel 2012, dopo anni di esenzione semitotale, il governo Monti-anche per evitare una multa ormai in arrivo da parte dell'Unione Europea decise di far pagare il settore "no profit" almeno per le parti degli edifici adibiti "ad uso commerciale". Ma poi gli uffici burocratici elaborarono un regolamento incomprensibile sicché di fatto il pagamento non ebbe luogo. Ora ci sono finalmente le nuove istruzioni pubblicate il 26 giugnodall'Agenzia delle Entrate ma anche gli alberghi non pagano. Le cliniche convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale non pagano e neppure le scuole private giacché la legge salva quello che chiedono alle famiglie degli studenti "importi simbolici" cioè circa 700 euro al mese.
Alle scuole private, del resto, sarà confermato l'intero pacchetto dei finanziamenti diretti da mezzo miliardo l'anno ma sta per varare anche una defiscalizzazione netta delle donazioni.
Nella guida ufficiale della riforma che si intitola "la buona scuola"(ma io consiglierei al presidente Renzi e al titolare del MIUR Giannini di leggere l'articolo che Le Monde ha dedicato al successo ottenuto a Parigi da un progetto scolastico di aiutare ragazzi e ragazze in difficoltà a trovare lavoro e a riprendere gli studi che sta ottenendo un grande successo e influenza le scuole di tutto il Paese vicino).
Insomma, analizzando quello che sta succedendo in Lombardia sulla fecondazione eterologa con la giunta Maroni e i problemi ancora irrisolti da parte del governo e del parlamento sui diritti civili italiani non c'è da stare allegri e questo non autorizza pronostici facili per i prossimi mesi al governo delle larghe intese che è ancora al potere.

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