L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 settembre 2014

il sottobosco di Renzino

Luca Lotti: ecco chi è il nuovo “guardiano” di Matteo Renzi

Soprannominato il "Signor No" è un renziano doc, ma a modo suo

di Marina Bonifacio - 15 settembre 2014 12:57
Si chiama Luca Lotti il nuovo braccio destro di Matteo Renzi. Da fonti interne a Palazzo Chigi si mormora che sarebbe rimasto soltanto lui, nell’entourage renziano, in grado di dire no a Matteo. Tanto che lo stesso Renzi l’avrebbe soprannominato il “Signor No“. Schivo con i giornalisti, ma molto influente, riservato, ma non spaccone, Lotti è un renziano doc. Già capo di gabinetto ai tempi di Renzi primo cittadino di Firenze, ha ormai acquisito una stima e considerazione tali da diventare ormai un punto di riferimento importante: è lui infatti a gestire il Potere quello vero, con la P maiuscola.
matteo renziAlla festa dell’Unità di Bologna né la Boschi, né Nardella sono riusciti a reggere il confronto: tutti hanno preferito lui, Luca Lotti. La stessa faccenda delle cariche nel partito, a quanto pare, sta passando proprio da lui perché è lui, Luca Lotti, a tenere ormai le chiavi del Pd e l’unico in grado di aprire e chiudere le porte a suo piacimento. Qualche mal pensante vocifera anche che ci sia Lotti dietro al declassamento di Delrio, quel fratello maggiore, ormai diventato però minore.
E’ Lotti l’uomo dal pugno duro, in grado anche di sbloccare le situazioni più difficili, come quando in Senato si rischiava l’impasse istituzionale e un probabile ritorno alle urne entro quest’autunno. Come altri renziani è molto giovane, 33 anni, ma sa bene il fatto suo. Se Lotti parla, vuol dire che qualcosa si sta muovendo, perché è lui a tenere i contatti con l’Italia che conta. E’ ancora Lotti a gestire le nomine e sa essere renziano a modo suo, che non è poca cosa in questi tempi. Buon per lui!
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