L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 settembre 2014

Ilva, svendere svendere svendere è la parola d'ordine del governo Renzi

Ilva: la vogliono l'India, i Paesi Arabi e il Brasile

28/09/2014, di Annarita Faggioni

TARANTO, 28 SETTEMBRE 2014 - Cinque offerte sono sul tavolo di Gnudi, che dovrà decidere a chi vendere l'Ilva. La prima a presentarsi è stata la multinazionale del siderurgico ArcelorMittal, seguita a ruota dalla concorrente connazionale Jindal (che avrebbe già visitato tutte le sedi Ilva in Italia).

Molto meno probabili sembrano le candidature degli Emirati Arabi e dell'azienda brasiliana CNS, che sono pervenute in un secondo momento rispetto alle proposte principali. Un'altra ipotesi potrebbe essere un ritorno italiano dell'Ilva, con l'intervento di Marcegaglia (già cliente principale per la fornitura di acciaio).

Secondo indiscrezioni provenienti dalla stessa azienda, gli investitori italiani e stranieri avrebbero chiesto spiegazioni al Governo per tutelare l'ingente investimento: il terrore è che la vicenda giudiziaria contro la famiglia Riva possa pignorare lo stabilimento, oppure che l'accordo per la tutela dell'ambiente sia troppo stringente per rendere conveniente la produzione.

Al momento, Gnudi si trova in mezzo a due fuochi: da un lato i sindacati, che tentano di salvaguardare i posti di lavoro, e dall'altro gli ambientalisti, che temono una mancata sensibilità degli investitori nei confronti del risanamento (sarà difficile ottenere risarcimenti se l'Ilva passerà di mano a una multinazionale estera...). Nel frattempo, il nuovo commissario è sicuro di chiudere la "questione Ilva" entro Dicembre 2014.

(Foto fondazionemarinasinigaglia.it)



Annarita Faggioni

Nessun commento:

Posta un commento