L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 settembre 2014

Niente problema un governo che uccide l'aziende non ha vita lunga

Cgia Mestre: arriva stangata sui capannoni

Stanno per profilarsi tempi difficili per i possessori di capannoniindustriali che dovranno a breve confrontarsi con il “mix micidiale” costituito dall’Imu e dalla Tasi. Ad annunciarlo l’ufficio studi della Cgia di Mestre (Associazione degli artigiani e delle piccole imprese), secondo cui la tassazione sui capannoni aumenterà in tre capoluoghi di provincia su quattro.
La “stangata” più pesante si abbatterà, secondo la Cgia, sugli imprenditori di Pisa, con un aumento del 31% che li costringerà a sborsare 791 euro in più rispetto all’anno scorso. A seguire gli imprenditori di Treviso (+17%, con un rincaro stimato in 321 euro) e quelli di Brindisi (+15%, pari a un aggravio di ben 2.314 euro). Ma c’è anche chi, fortunatamente, pagherà un importo inferiore a quello reso l’anno scorso: per i possessori di capannoni di Siracusa, ad esempio, la tassazione dovrebbe scendere del 15% traducendosi in un risparmio di 463 euro; per quelli di Modena sarebbe stato calcolato un calo del 15%, con 309 euro risparmiati, mentre per quelli di Nuoro, la flessione della tassazione pari al 14%, si tradurrà in un risparmio di 147 euro.
 Andando più nel dettaglio, dallo screening effettuato dalla Cgia sulle 80 delibere comunali in cui, alla data del 24 settembre, erano state indicate le aliquote Imu e Tasi da applicare ai capannoni, è emerso che: in 38 Comuni (pari al 47,5% del totale), la tassazione sarà superiore a quella del 2013; in 18 Comuni (pari al 22,5%) sarà lievemente più alta; in 12 Comuni (il 15% del totale) sarà in leggera diminuzione rispetto al 2013; in 9 Amministrazioni (pari all’11,3%) sara di poco superiore o uguale a quella dell’anno precedente; e solo in 3 Comuni (pari al 3,8% del totale) la somma delle aliquote Imu+Tasi risulterà nettamente inferiore a quella dell’Imu 2013.
Ma l’indagine dalla Cgia non si è fermata qui e ha messo a confronto gli importi che i possessori di capannoni dovranno versare a breve con quelli resi nel 2011, ultimo anno in cui si è pagata l’Ici. Svelando che gli aggravi sono stati pesantissimi per tutti, soprattutto a PratoCagliari, Brescia e Torino dove la tassazione è addirittura raddoppiata. Ma stime sorprendenti sono anche quelle che riguardano Milano, con un aumento del carico fiscale (rispetto al 2011) del 162%Aosta, con un +143%Lecce, con un incremento del 133%; Lucca, con un aggravio del 128% e Reggio Calabria, che ha fatto registrare un aumento del 124%.
“Negli ultimi anni - ha dichiarato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi - l’incremento della tassazione a livello locale è stato spaventoso. Dalla metà degli anni ’90 ad oggi, l’impennata è stata del 190%“. “E’ bene ribadire che un ulteriore aumento del carico fiscale sugli immobili produttivi e commerciali rischia di mettere fuori mercato molte aziendeha evidenziato Bortolussi - soprattutto quelle di piccole dimensioni, che sono sempre più con l’acqua alla gola per la mancanza di liquidità”. 

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