L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 settembre 2014

Pagliaccio

 

Che fine ha fatto il Matteo Renzi No Tav? Un anno fa riteneva l’opera «inutile»

Sono «soldi impiegati male», spiegava. Ora dichiara: «Sull’opera si va avanti»
[18 settembre 2014]
Talpa Tav
«La Tav? Non è un’opera dannosa, ma inutile. Soldi impiegati male. Rischia di essere un investimento fuori scala e fuori tempo». Nel giorno della visita in Piemonte di Matteo Renzi, in cui il premier ha confermato di voler visitare a breve il cantiere Tav di Chiomonte, Legambiente rispolvera le parole scritte dal premier nel libro “Oltre la rottamazione” nel 2013.
«Parole in evidente contrasto con la volontà del Governo Renzi di tirar dritto su grandi opere inutili come la Tav Torino-Lione e il Terzo Valico – sottolinea Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Ci chiediamo con quali esperti si sia confrontato il premier per cambiare così repentinamente opinione. Quali sono i dati in suo possesso per giustificare l’opera?».
A giugno l’associazione ambientalista ha presentato al Governo Renzi il dossier #sbloccafuturo, una lista di 101 piccole e medie opere incompiute in tutta Italia la cui mancata realizzazione pesa negativamente sulla salute dei cittadini, sulla loro libertà di movimento, sulla possibilità di migliorare la qualità della vita, l’economia locale e nazionale.
«Dal premier ci aspettiamo risposte sui cantieri prioritari per la nostra regione, non inutili passeggiate nel fortino di Chiomonte – dichiara ancora Fabio Dovana – Nel recente decreto Sblocca Italia mancano risposte sul trasporto pubblico locale mentre si continua a puntare su nuove autostrade, nuovo cemento e trivellazioni petrolifere. E’ invece ancora buio pesto sulle sorti di opere come le stazioni Dora e Zappata del Servizio Ferroviario Metropolitano torinese, sull’ammodernamento della linea ferroviaria Chivasso-Ivrea-Aosta e sullo sblocco dai vincoli del Patto di Stabilità delle bonifiche dall’amianto a Casale Monferrato».
di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta

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