L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 settembre 2014

Puntare decisamente sull'eolico off shore

Eolico offshore13 Settembre 2014 - 14:30
NOTIZIE - Letto: 215 volte

Rinnovabili: avanza in Cina e Usa l'eolico offshore


Un report del Dipartimento Energia degli USA descrive l'evoluzione nel settore eolico off-shore: sono in costruzione 29 progetti su scala planetaria, pari a più di 6.600 MW di capacità, compresi i 1.000 MW in Cina. In USA, per ora sulla carta, sono 14 i progetti off shore e 16 sono in costruzione in Europa.

Un report ufficiale del Dipartimento per l'Energia degli USA- Offshore Wind Market and Economic Analysis -analizza la situazione dell'eolico offshore e le prospettive future di sviluppo. Nel 2013 risultano installati circa 7 GW di eolico off shore nel mondo, con un incremento di circa il 50% rispetto al 2012; la maggior parte degli impianti sono stati realizzati nell'Europa Nord Occidentale ma sono previsti sviluppi importanti in Cina e negli Usa.Il trend dell'eolico off shore risulta inoltre in piena espansione con più di 6.600 MW in costruzione in 29 progetti su scala planetaria, compresi i 1.000 MW in Cina. Negli Usa sono 14 i parchi eolici off shore progettati, di cui 2 -Cape Wind e Deepwater's Block Island- sono in fase di costruzione e dovrebbero essere completati nel 2016. Il progetto complessivo, una volta che saranno realizzati tutti i parchi off shore, avrà una capacità di quasi 5 GW (4,900 GW di capacità eolica potenziale) ed alcuni impianti hanno già ricevuto finanziamenti da parte del Dipartimento Energia Governativo.

Tre di questi impianti, Fishermen's Energy, Dominion e Principle Power sono stati selezionati come progetti dimostrativi rispettivamente in New Jersey, Virginia ed Oregon, e potranno quindi contare su un finanziamento da parte del Dipartimento per l'Energia fino a 6.7 milioni di dollari l'uno: su di essi saranno utilizzate fondamenta diverse da quelle del passato e turbine più innovative. Anche in Europa l'energia prodotta dal vento grazie alle turbine in mare è in rapida crescita: secondo il recente rapporto dell'EWEA (European offshore wind industry- key trends and statistics 1st half 2014) al 1° luglio 2014, erano operative 2.304 turbine eoliche offshore con una capacità complessiva di 7.343 MW, in 73 parchi eolici presenti in 11 paesi ed in grado da soli di produrre 27 TWh di elettricità.

Attualmente ci sono nuovi 16 parchi eolici offshore in costruzione in Europa, che una volta completati porteranno a 4,9 GW la potenza installata. "Nonostante il numero degli impianti off-shore sia inferiore rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno -ha detto Justin Wilkes, Deputy Chief Executive Officer dell'Ewea- l'eolico rimane il settore energetico caratterizzato dalla crescita più rapida in Europa. Tuttavia -ha proseguito Wilkes- nonostante la significativa attività di finanziamento nel primo semestre dell'anno, il rallentamento degli impianti cui abbiamo assistito in questi primi sei mesi, potrà continuare nel 2015 e 2016".

"Per garantire una sana crescita nella seconda parte del decennio e per far sì chel'energia eolica offshore giochi il suo ruolo nella competitività, la sicurezza dell'UE, gli obiettivi rinnovabili e sul clima, all'industria deve essere data una visibilità a lungo termine. Un accordo ambizioso sul pacchetto clima ed energia 2030 dei capi di Stato dell'UE nel mese di ottobre invierebbe il segnale giusto, la loro decisione è particolarmente importante per il settore eolico offshore" ha concluso Wilkes.

Nessun commento:

Posta un commento