L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 settembre 2014

Renzino, conflitto d'interesse con le aziende toscane

Sblocca Italia, giù le mani dal diritto d’autore

L'articolo 37, se approvato, toglierebbe la tutela del diritto d'autore a disegni e modelli non registrati
Diritto di copia:nello sblocca Italia non è tutto oro quello che luccica. L’articolo 37 infatti, intitolato anodinamente “Limiti alla protezione accordata al diritto d’autore“, toglierebbe la tutela del diritto d’autore a disegni e modelli finora garantita dall’articolo 2 della legge sul diritto d’autore, la 633 del 22 aprile 1941. La tutela si limiterebbe ai soli disegni e modelli registrati. Senza entrare nel dettaglio normativo, va detto che purtroppo un decreto che dovrebbe aiutare la ripresa delle aziende esporrà alcune tra le migliori imprese di uno dei settori di punta del made in Italy come il design a una concorrenza sleale dalla quale già oggi faticano a difendersi.
Inevitabile dare una lettura geopolitica dell’articolo 37: alcune tra le aziende copiste più agguerrite si trovano in Toscana. E proprio dalla Toscana provengono Matteo Renzi e alcuni dei deputati che hanno promosso l’attuale formulazione dell’articolo 37. La parlamentare senese del Pd Susanna Cenni, per esempio, compiacendosi dell’inserimento di tale norma nel decreto, ha detto all’Ansa che «e’ il risultato di un lavoro portato avanti in stretta collaborazione con gli uffici del Governo. Un lavoro coordinato soprattutto dai sottosegretari Luca Lotti e Antonello Giacomelli». Aggiungendo una “furba” interpretazione dell’articolo 37: «si mette finalmente fine all’annosa vicenda che impediva a centinaia di aziende operanti nel settore dell’arredamento di continuare a produrre oggetti di design ispirati ai classici».
Dimenticandosi però che gli oggetti “ispirati ai classici” sono in genere delle copie pedisseque nella forma ma qualitativamente inferiori e che le aziende “copiste” saranno libera di aggredire anche imprese italiane che nel design e nella ricerca investono per avere prodotti propri di valore e di progettazione originale. Contro l’articolo 37 si stanno muovendo in molti, dalle associazioni di categoria come Federlegno Arredo all’Indicam (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione). Elle Decor, una testata che ha fatto della battaglia per la difesa del made in Italy e del diritto d’autore un elemento indentitario, così sintetizza le proteste: http://www.elledecor.it/beoriginal/FederLegnoArredo-contro-articolo-37-del-decreto-Sblocca-Italia-difesa-design-d-autore

http://design.repubblica.it/2014/09/16/sblocca-italia-giu-le-mani-dal-diritto-dautore/ 

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