L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 settembre 2014

Ungheria, il lamento delle banche che devono fare le banche

Ungheria, con nuova legge mutui per banche danno da 32 mld... -2

Roma, 12 set. (TMNews) - I critici di Orban, dal canto loro, sostengono che tali politiche hanno minato l'immagine dell'Ungheria tra gli investitori stranieri.
La nuova proposta di legge, che dovrebbe essere convertita in due settimane, vieta inoltre alle banche commerciali di aumentare i tassi d'interesse, le commissioni e i costi per i mutui fino al 30 aprile 2016, ha spiegato Rogan. Inoltre per i mutui in corso andranno ricalcolati, con un risparmio per i debitori di un 25-30 per cento.
Alcune delle compensazioni riguardano larghi volumi di mutui denominati in valuta estera, per lo più in franchi svizzeri, collocati dalle banche prima della crisi finanziaria del 2008-2009.
Le banche che operano in Ungheria, molte delle quali sono banche con base all'estero, hanno contestato vivamente la norma e la Banca centrale europea ha avvertito che la crescita potrebbe essere danneggiata dal provvedimento, mentre le banche potrebbero essere costrette a iniettare capitali nelle loro controllate magiare.
(Fonte Afp)

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