L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 ottobre 2014

Aria Fritta Italia, da un contentino alle forze dell'ordine e ignora gli altri, Magistratura e istruzione già hanno avuto, sindacati inerti

Non ci sono fondi aggiuntivi per scatti, carriere e contratti. Il Sap non ci sta

Legge di stabilità, polizia e militari: c’è il recupero salariale, ma addio benefit (salta la promozione a fine carriera)

di Paolo Padoin -
La Consulta sicurezza
La Consulta sicurezza
ROMA – Ancora congelamento dei contratti per un anno ma parziale sblocco di scatti e carriere per il pubblico impiego. Dal 2015 potrà iniziare ad aumentare progressivamente una parte delle retribuzioni che per quattro anni – con l`eccezione del mondo della scuola e della magistratura – erano bloccate ai livelli del 2010. La novità riguarda in primo luogo militari e forze dell`ordine, protagonisti di una contrapposizione a tratti dura con il governo, che però pagano con la rinuncia ad una serie di altre voci. Ma si applicherà anche ai dipendenti pubblici contrattualizzati.
SCATTI E CARRIERE – Il governo ha deciso di sbloccarli non solo per polizia e militari ma anche per le altre categorie del lavoro pubblico, compresa la sanità, per le quali in questi anni promozioni e avanzamenti di carriera avevano avuto un valore esclusivamente giuridico, senza tradursi in un aumento del trattamento economico. Da gennaio gradualmente questi percorsi si rimetteranno in moto. Poiché nella tabella esposta da Renzi per questa partita non erano previste risorse specifiche, si presume che queste deriveranno da risparmi all’interno dei ministeri interessati, il che vorrà dire comunque che il personale dovrà fare altre rinunce.
SICUREZZA – Il comparto sicurezza e i militari in particolare saranno soggetti all’eliminazione di alcuni benefit. Salta il meccanismo della promozione alla fine della carriera e viene ridotta l`indennità di ausiliaria. Infine vengono ridimensionati i fondi destinati ai Cocer, ovvero la rappresentanza dei militari.
SAP – Attacca Gianni Tonelli (Sap): «Quante risorse a disposizione abbiamo per superare il tetto salariale delle forze di polizia? Da dove saranno prese? Come verranno distribuite? In che modo sarà risolto il problema del valore giuridico di questi quattro anni di blocco stipendiale?». Secondo Tonelli «certamente il superamento del tetto salariale non può essere pagato con tagli agli straordinari, alle indennità operative, ai buoni pasto e ad altre voci che sono fondamentali per le donne e gli uomini in divisa».
E vedremo adesso se il Governo, attaccato da più parti, riuscirà a superare anche questa difficoltà.

http://www.firenzepost.it/2014/10/17/legge-di-stabilita-polizia-e-militari-ce-il-recupero-salariale-ma-addio-benefit-salta-la-promozione-a-fine-carriera/

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