L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 ottobre 2014

Gli europoidi non rispettano i contratti, l'Ungheria si

L'Ungheria si chiama fuori

Budapest contesta la linea Ue e si rifiuta di mandare carburante "a flusso invertito" all'Ucraina, anzi si accorda con Gazprom per ottenere un aumento delle forniture
 

La Russia farà presto in modo di aumentare le forniture di gas all' Ungheria, fa sapere il primo ministro ungherese Viktor Orban, citando un colloquio con il direttore del colosso energetico russo"Gazprom", Alexei Miller. Il giorno prima, a società di distribuzione del gas ungherese FGSZ aveva interrotto le forniture di gas all'Ucraina in senso inverso, di fatto rifiutandosi di compiere la ri-esportazione del gas ottenuto dalla Russia, operazione che é espressamente vietata dai contratti.

L'Ungheria, dice Orban alla radio nazionale, si prende cura dei propri interessi "Indipendentemente dalla intensità della crisi ucraina, e non può compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento di gas per i propri cittadini": se la scelta di campo é chiara e rifiuta in blocco l'attuale politica energetica della Ue, non é chiato attraverso quali accordi si realizzerà questo aukento dei flussi, visto che il primo ministro non lo ha specificato.

L'Ungheria utilizza ogni anno circa nove miliardi di metri cubi di gas per una produzione interna di circa 1,5 miliardi, e la maggior parte del combustibile viene importato attraverso l' Ucraina. In conseguenza della crisi i magiari hanno deciso di premunirsi con le scorte , i serbatoi nazionali possono contenere circa sei miliardi di metri cubi ed al momento sono pieni per il 61 per cento, che è la percentuale più bassa dell'UE. Proprio in base a quest'ultima considerazione, giovedì scorso Budapest ha deciso giovedì di fermare le "restituzioni" di carburante a Kiev "a tempo indeterminato", e di chiedere alla Gazprom di aumentare i flussi.

"Allo scopo di mantenere la sicurezza e l'equilibrio del sistema di condotte al nostro confine con l' Ucraina, é necessario passare a una modalità in cui tutte le condotte facciano giungere gas in Ungheria," afferma un comunicato della società energetica ungherese. Negli ultimi due mesi, dopo l'interruzione delle forniture da parte di Mosca , l'Ucraina sta ricevendo forniture "a flussi invertiti" da Polonia, Slovacchia e Ungheria: adesso Budapest si chiama fuori e la Russia minaccia azioni legali contro quanti continueranno con questa pratica vietata dagli accordi.

http://italintermedia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74758&typeb=0&Loid=226&L-Ungheria-si-chiama-fuori

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