L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 ottobre 2014

In Mali i "miracoli" dell'agricoltura tradizionale africana

" dell'agricoltura tradizionale africana

Bamako (TMNews) - L'agricoltura tradizionale in Africa potrebbe recuperare un grande futuro. In Mali, Oumar Diabaté, un ingegnere agronomo, sta guidando una rivoluzione agricola nel suo paese impiegando i metodi tradizionali per ottenere il meglio dalla terra e insegnando ad altri coltivatori come riscoprire l'antica saggezza contadina, pratiche consolidate da secoli.La terra da queste parti, una trentina di chilometri dalla capitale Bamako, è arida e di scarsa qualità. Tuttavia Oumar è riuscito ad aggirare il problema e a ottenere una resa vantaggiosa applicando i principi di una sana agro-ecologia, un approccio naturale che ha messo a punto nel corso di dieci anni."Al'inizio non è stato facile convincere gli altri contadini del mio metodo, spiega Oumar, erano convinti che avessi un segreto che non gli rivelavo. Una sorta di pozione magica che mi serviva a ottenere questi risultati. Qui prima non cresceva nemmeno l'erba".Oumar non usa alcun prodotto chimico, ma solo torba e letame come fertilizzanti e ruota i raccolti per mantenere i nutrienti nel suolo. E seleziona con cura le piante per evitare insetticidi."Il tagete attira come una calamita gli insetti. È questo significa che i pomodori crescono senza problemi. Per di più il tagete rilascia nel terreno un agente chimico naturale che respinge i vermi e altri parassiti che attaccano le radici delle piante di pomodoro".Anche i capi di bestiame giocano un ruolo importante nell'ecosistema di Oumar: li nutre con erbe locali e ricicla le deiezioni come fertilizzante. Una ricetta naturale e tradizionale che permette a un ingegnere agronomo che non dimentica le lezioni del passato di inviare i suoi prodotti due volte alla settimana sui mercati di Bamako.(Immagini Afp)

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