L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 ottobre 2014

NoTav salito a 12 miliardi i costi per un'opera inutile

No Tav, Perino alle Iene: “Ci hanno tolto tutto, ci rimane il sabotaggio”

No Tav, Perino alle Iene: “Ci hanno tolto tutto, ci rimane il sabotaggio”
ottobre 23
17:342014
«Il sabotaggio non è terrorismo ma, come ha detto Nelson Mandela, una tecnica nonviolenta che non comporta alcun rischio per gli esseri viventi. È l’unica possibilità che ci rimane dopo aver provato tutte le strade disponibili, dopo che ci hanno tolto tutto, l’acqua, la montagna. Montanari sì, scemi no». A parlare è Alberto Perino, leader del movimento No Tav, intervistato da Le Iene su Italia 1. «L’alta velocità è inutile e devastante – ha detto l’attivista – ci sono due stazioni in 250 chilometri, si tratta di un’idiozia. Le grandi opere sono il bancomat della politica e della mafia: basta guardare il Mose e l’Expo, c’è una corruzione pazzesca. La prova è che la magistratura ha denunciato alcuni ‘ndraghetisti della valle».
Rispondendo alle domande dell’intervistatore, Perino ha poi affermato che i quattro attivisti No Tav processati per terrorismo (Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi) «hanno bruciato un compressore utilizzando della benzina. Perché chi lancia sassi in Palestina diventa un eroe mentre in Clarea viene subito considerato un criminale?». Infine ha parlato delle maschere antigas che «sono per proteggerci dal cs, un gas velenoso vietato dagli accordi internazionali in guerra. E se ci copriamo il volto per non essere riconosciuti è perché è giusto e dignitoso non finire in galera per aver partecipato ad una manifestazione. Questa storia finirà quando la smetteranno di costruire quest’opera inutile e devastante» ha concluso Perino.

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