L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 ottobre 2014

quando il governo segue gli Ernani del momento, ci troviamo Aria Fritta Italia che devasta e trivella il territorio

Trivellazioni, l’esperto risponde: “Altro che Medioevo energetico, il global warming è finito”

di Antonella Trifirò
Il Decreto Sblocca Italia ci farà piombare in una sorta di “Medioevo energetico”. A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, Marco Santarelli, esperto in Analisi delle reti, associato di ricerca per enti internazionali, direttore Ricerca&Sviluppo di Network e per molto tempo collaboratore di Margherita Hack. Tale decreto, infatti, secondo le affermazioni di Santarelli, aprirebbe il territorio nazionale alle “trivelle facili”, privando gli enti locali il potere di veto sulla ricerca di petrolio. L’Italia, in questo senso, andrebbe in controtendenza rispetto al resto d’Europa, che ora punta per il futuro sull’energia rinnovabile. Un investimento che, come argomenta Santarelli, aprirebbe nuovi spiragli occupazionali, senza compromettere la salvaguardia dell’ambiente.
Basilicata e Sicilia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, sono le regioni che potrebbero essere interessate dalle ricerche petrolifere, secondo alcune rilevazioni che individuerebbero una dorsale di petrolio e del gas che partendo da Novara attraversa l’Appenino fino alla Calabria e alla Sicilia. Le associazioni ambientaliste, Greenpeace, Legambiente, WWF, hanno organizzato per oggi una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, e altre iniziative e sit-in sono previsti nel corso di questo mese.
A rovesciare completamente la visione di Santarelli è il colonnello Paolo Ernani, meteorologo dell’Aeronautica Militare, il quale afferma che “non è vero che stiamo andando incontro a un Medioevo energetico”.  
trivellazioni“In primo luogo – spiega Ernani –  questa posizione sembra  grosso modo ricalcare quella dell’IPCC ( Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici ) nota istituzione ambientalista ha abbracciato,come fosse veramente reale, la posizione secondo la quale la Terra sta e andrà verso un periodo con temperature via via sempre più elevate. Insomma è l’ormai noto Riscaldamento Globale. Riscaldamento che, secondo la loro posizione, sarebbe provocato dall’aumento dei Gas Serra ed in particolare dall’immissione nell’atmosfera di Anidride Carbonica ( CO2 ) dovuta alle attività umane. Ciò non risponde al vero. Infatti - prosegue il colonnello -secondo le più aggiornate misurazioni di CO2,  relative all’ultimo ventennio, nella nostra atmosfera si sono immesse una quantità enorme di questo composto chimico.  Detto questo allora, come mai la temperatura del nostro pianeta ,in questi ultimi 20 anni, è in stand by ? , cioè non è cresciuta ?  ma anzi questa tende , sia pur lentamente e gradualmente,a scendere. Perciò come la mettiamo? In secondo luogo, ritornando al  discorso iniziale, si sa che produrre energia elettrica ricorrendo proprio al solare a all’eolico i costi di produzione sono enormemente superiori  a quelli tradizionali. Infatti produrre 1 Kwh (chilovattore ) con queste fonti alternative viene a costare quasi il triplo rispetto al tradizionale idroelettrico e data la problematica situazione economica in cui ci troviamo non possiamo assolutamente permetterci questa soluzione. Semmai – conclude Ernani – vanno migliorate le reti di distribuzioni esistenti e nel contempo ottimizzare e implementare le fonti geotermiche idroelettriche e perché no anche quelle petrolifere (cosa che il  governo  pare stia pensando di fare)”. 

Nessun commento:

Posta un commento