L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 2 novembre 2014

Aria Fritta Italia il governo Pd fa rientrare dalla finestra quello che gli italiani hanno cacciato a pedate dalla porta



Il consigliere provinciale Bengasi Battisti
Bengasi Battisti
Corchiano - Il sindaco Bengasi Battisti lancia l'allarme: "Un diritto può diventare merce su cui lucrare"

“Lo Sblocca Italia privatizza l’acqua”


Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – L’€™acqua il “€œbene comune per eccellenza”, rappresenta l’€™alto esempio di come un diritto inalienabile può diventare merce su cui lucrare per l’€™arricchimento di pochi a scapito dei tanti.
Il referendum del 2011, con il suo eccezionale risultato popolare, ha posto l’€™acqua tra i diritti da tutelare sottraendola agli interessi tecnocratici e economici e la reazione dei mercificatori dei diritti non si fece attendere.
Da quel risultato tutti i governi hanno tentato di reintrodurre ciò che il referendum aveva cancellato e tutti i tentativi sono stati annientati dalla forza dei movimenti per l’€™acqua e dai ricorsi alla Corte costituzionale.
Anche l’€™attuale governo Renzi con lo “œSblocca Italia”, appena votato alla Camera, seppure con diverso linguaggio,  si pone tra coloro che travolgendo diritti e sottraendo i beni delle comunità giungono persino a mercificare l’€™acqua.
Lo “€œSblocca Italia”€ ha il chiaro intento di cancellare la volontà popolare e quelle aggregazioni dei diritti che si sono costruite nei territori e dentro le comunità, con l’€™evidente proposito di ridurre i presidi di democrazia locali e diffusi.
E con l’articolo 7 del decreto “Sblocca Italia”€ si modifica quella parte del Testo unico ambientale (D.lgs 152/2006) che riguarda la gestione del servizio idrico e si impone il gestore unico per ogni ambito territoriale ottimale scelto obbligatoriamente tra chi già gestisce il 25% della popolazione che insiste su quel territorio, introducendo anche l’€™obbligo per un gestore subentrante di corrispondere all’uscente un rimborso secondo i criteri industriali calcolati dall’€™autorità per energia elettrica e gas.
La strada si fa obbligata: le grandi aziende e le multiutilities, quotate in borsa, saranno i futuri gestori allontanando dal controllo locale dei cittadini e dei consigli comunali la gestione del servizio e introducendo quei criteri di mercato che privatizzano l’€™acqua.
Poi la legge di stabilità garantisce a quegli enti che decideranno di vendere a privati le loro azioni o di quotarle in borsa, di poter liberamente usare i proventi al di fuori del patto di stabilità costringendo i sindaci a mettere in vendita i beni primani delle comunità per consentire il minimo di funzionamento ordinario dell’™ente.
Un processo di aggregazioni/fusioni che vedrà Acea, Iren, Hera, A2A, già collocate in borsa, accaparrarsi tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali e energetici per condurli dentro gli interessi delle lobby politico-finanziarie sottraendoli alle comunità.
Strappare i beni primari alle comunità, cancellare il protagonismo dei cittadini privandoli di strumenti di controllo è imposizione, limitazioni alle libertà individuali e sottrazione di ricchezze dei luoghi.
La storia si ripete e ancora una volta per garantire gli interessi dei mercati e delle lobbies si costruisce il piano di aggressioni ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere e si favorisce la dismissione del patrimonio pubblico, l’€™incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni alla ricerca di idrocarburi, costruzioni di gasdotti e deregolamentazioni delle bonifiche.
Continuità con quel passato che mira alla privatizzazione dell’€™acqua e dove comunità e governi locali che resistono diventano avversari da attaccare e annientare
Bengasi Battisti
Sindaco di Corchiano – Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica

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