L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 novembre 2014

Comunione e Liberazione, conglomerato che succhia soldi pubblici

Vertici del Meeting di Cl a processo, accolti i 30 testimoni della difesa
Vertici del Meeting di Cl a processo, accolti i 30 testimoni della difesa

Vertici del Meeting di Cl a processo, accolti dal giudice i 30 testimoni della difesa

L'accusa è quella di aver percepito indebiti finanziamenti da Regione, Provincia, Camera di commercio e Ministero dei Beni Culturali


di Tommaso Torri
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Partito martedì mattina a Rimini il processo ai vertici della Fondazione Meeting di Comunione e Liberazione rinviati a giudizio, lo scorso 10 gennaio, con l'accusa di aver percepito indebiti finanziamenti. Era stata invece archiviata in fase preliminare l'accusa di fatture gonfiate. Il giudice monocratico del Tribunale di Rimini ha ammesso i 30 testimoni della difesa, così come sono stati ammessi i 4 testi della pubblica accusa. Fissate anche le successive 5 udienze per un calendario che dal prossimo 9 dicembre arriva al luglio 2015. La vicenda era partita da un'indagine della Guardia di Finanza di Rimini, conclusa nel dicembre del 2012, che aveva portato al sequestro di beni per 1,2 milioni di euro degli indaganti. Tre, oltre alla Fondazione come persona giuridica, le persone a processo: Massimo Conti, 59enne commercialista, legale rappresentante della Fondazione Meeting, Sandro Ricci, 56enne direttore generale, e Roberto Gambuti, 56enne direttore amministrativo. Sempre secondo l'accusa sarebbero stati riscossi indebitamente fondi pubblici per 310mila euro ricevuti nel 2009 e nel 2010 da Regione, Provincia, Camera di commercio e Ministero dei Beni Culturali. Nel corso del controllo della Finanza era anche stato accertato che la Fondazione aveva stipulato un contratto con una propria controllata, una società di pubblicità, avente per oggetto la raccolta delle sponsorizzazioni. Esaminati anche i rapporti commerciali fra la Fondazione e alcune società vicine a Comunione e Liberazione e controllate da Compagnia delle Opere di Milano.

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