L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 novembre 2014

La Bolivia rilancia la scuola pubblica

AMERICA/BOLIVIA - Perché la legge sull’istruzione sia applicata senza discriminazioni 

Cochabamba (Agenzia Fides) – Lo Stato dà attenzione prioritaria alle scuole pubbliche e discrimina le scuole "private": la denuncia viene dall’Arcivescovo emerito di Cochabamba, Sua Ecc. Mons. Tito Solari. Secondo la nota inviata all’Agenzia Fides da fonti locali, Mons. Solari ha spiegato che la Costituzione dello Stato e la Nuova Legge sulla Pubblica Istruzione 070 rispettano il diritto dei genitori sulla scelta del tipo di educazione che vogliono per i loro figli, ma a volte la scelta è condizionata dall'atteggiamento del governo, che discrimina gli istituti scolastici gestiti dalla Chiesa attraverso le congregazioni religiose o le cooperative.
“I genitori hanno libertà da scegliere, ma tale scelta può essere condizionata quando questi istituti non godono delle stesse condizioni delle scuole pubbliche - ha detto Mons. Solari -. Le scuole ‘private’ non hanno alcun sostegno dal comune per infrastrutture, servizi e materiali. Quando il Ministero distribuisce materiale per le scuole pubbliche, dovrebbe offrirlo anche alle altre scuole, in modo che non siano discriminate”..
L'Arcivescovo ha evidenziato che l'attuazione pratica della riforma del sistema educativo deve essere basata sulla giustizia, l'equità, il servizio, “e non ci sia discriminazione fra studenti o fra i ragazzi, né tra una scuola e un'altra, così tutti possono sentirsi figli della Bolivia, figli dello stesso paese".
La Bolivia sta realizzando un cambio storico riguardo alla pubblica istruzione nel paese (vedi Fides 24/11/2010, 10/12/2010, 21/12/2010, 22/11/2011). Moltissime scuole sono gestite dalla Chiesa (324 materne, 879 primarie, 365 secondarie), solo quelle di “Fe y Alegria” (gesuiti) sono più di 400. La Bolivia ha cambiato la sua Costituzione nel 2009 e con essa la Legge sulla pubblica istruzione. Nel 2010 ci sono stati accordi importanti sulla gestione delle scuole nel rispetto della loro natura, adesso si stanno gradualmente applicando in tutto il paese.
(CE) (Agenzia Fides, 11/11/2014)

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