L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 novembre 2014

L'Ungheria conferma di essere l'anima nera degli Stati Uniti

Ungheria

Il Dipartimento di Stato sta cercando di convincere la "MOL" a non cedere quota della croata "INA" ai russi della "GAZPROM", ma le tensioni dei rapporti con Budapest non aiutano i colloqui

Gli Stati Uniti d'America stanno portando avanti intensi sforzi diplomatici per fermare l'Ungheria nella possibile intenzione di vendere alla Russia una quota della società energetica croata "INA", operazione che rappresenterebbe a giudizio delle potenze occidentali, uno spostamento 
pericoloso di Budapest nell'orbita di Mosca. 
Il governo degli Stati Uniti ha già preso l'insolita iniziativa di inserite sulla "lista nera" di coloro a cui viene vietato entrare negli Stati Uniti sei persone che appartengono al governo d'Ungheria, ovvero un alleato nella della NATO ed un membro della UE membro, accusandosi di coinvolgimento in fatti di corruzione. 

Funzionari degli Stati Uniti dicono che questa mossa è il risultato di un crescente disappunto verso il primo ministro Viktor Orban, che ha mandato in pensione diversi giudici , ha introdotto prelievi a danno di grandi banche straniere, e questa settimana ha scatenato proteste di massa per la proposta di introdurre una tassa sul traffico Internet, a cui non ha ancora rinunciato. Washington tuttavia è particolarmente preoccupata per la crescente vicinanza tra Ungheria e il Cremlino sulla questione dell' energia che potrebbe minare gli sforzi occidentali per isolare il presidente Vladimir Putin per il suo intervento in Ucraina. 

A settembre l' Ungheria ha bloccato le spedizioni del suo gas naturale in Ucraina attraverso i famosi "flussi inversi", e non ha sostenuto gli sforzi della UE per aiutare Kiev quando si trovava ad affrontare il blocco energetico russo. Budapest inoltre ha confermato il proprio impegno nella costruzione del gasdotto South Stream, a cui gli Stati Uniti si oppongono con la parziale adesione dell' Unione europea. 

Gli alti funzionari degli Stati Uniti adesso sono particolarmente preoccupati per il fatto che la società petrolchimica ungherese "MOL" potrebbe vendere la sua quota del 49 per cento di "INA" al colosso energetico russo "Gazprom". Lo Stato ungherese detiene una quota del 24,7 per cento in "MOL". Il funzionario del Dipartimento di Stato incaricato della sicurezza energetica, dpo aver viaggiato attraverso l'Europa visitando la Criazia nello scorso fine settimana avrebbe chiesto al Dipareimento di Stato di fare pressione sul governo ungherese per cotrastare il progetto. Nei giorni scorsi, poi, J. Amos Hochstein del Dipartimento di Stato ha incontrato a Washington il ministro degli Esteri ungherese Peter Szíjjártó con il quale, tra l'altro, ha parlato della quota di"MOL", "INA", "South Stream" e dela consegna del gas ungherese all' Ucraina. Nelle parole di un anonimo funzionario del Dipartimento di Stato si sarebbe trattato di un "incontro produttivo". 

Funzionari occidentali nella regione hanno confermato che gli Stati Uniti sono preoccupati per la possibile vendita di quote dell'azienda al gigante del gas russo "Gazprom", che è controllato dal Cremlino:una mossa del genere consentirebbe alla società russa di conquistare un punto d'appoggio strategico nell'Unione europea, che è già il maggior acquirente di gas naturale. 

Chris Murphy, un senatore degli Stati Uniti che ha fatto pressione sul governo croato su richiesta di Washington, rileva che "Gazprom" non ha fatto mistero sul fatti che le piacerebbe acquistare una partecipazione in "INA": "Abbiamo pensato che sarebbe stata una buona idea fermarsi a Zagabria e incontrare il primo ministro ed il presidente per ribadire l'importanza di questo problema", ha detto Murphy. 

Con l'acquisto del 49 per cento della partecipazione di "MOL" la società russa potrebbe anche entrare in possesso di circa il cinque per cento delle azioni "INA" quotate alla Borsa di Zagabria, al fine di ottenere il pieno controllo della società croata. Una fonte di "Gazprom" dice che nel marzo scorso si é aperta una discussione concernente l'ente petrolifero croato, "Gazprom Neft" ed altre compagnie petrolifere russe di proprietà statale, ma da allora non è successo nient'altro. L'ungherese "MOL", che ha avuto grossi conflitti sulla gestione dell'azienda croata, si milita a ripetere che "sono state messe in vendita opzioni su quote dell' INA e non saranno rivelati dettagli su potenziali clienti."

Fonte: Seebiz.eu

http://italintermedia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=76082&typeb=0&Loid=226&Usa-stop-all-Ungheria

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