L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 novembre 2014

nel governo Pd c'è malafede

Bonaretti, la Corte dei Conti e quel pasticcio sui premi ai dirigenti

delrio-e-bonarettiIl Belpaese dove nulla è mai Bel Palese. Come mai anche quest’anno i dirigenti di Palazzo Chigiriceveranno premi di rendimento a pioggia? Perchè la Corte dei Conti – così come comunicato dal reggiano Mauro Bonaretti, segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha bocciato la proposta governativa di ancorare il bonus di risultato all’andamento dell’economia (in pratica, al Pil). Sembrerebbe semplice. Ovviamente, nel Bel Palese non lo è.
Tra parentesi, il legame con il Pil avrebbe inciso negativamente, dal momento che il dato è in calo dal 2011. Mentre i dirigenti esultano, e noi no, cerchiamo di domandarci una cosa: perchè la Corte dei Conti ha detto nisba? Gli indicatori cui il Governo ha fatto riferimento per valutare le performance dei dirigenti sono stati giudicati “Non idonei e non correlati a una diretta responsabilità dirigenziale“. Troppo severa la Corte o ci sono dei furbi a Palazzo Chigi che fanno apposta ad avanzare una proposta inaccoglibile in modo da favorire i dirigenti facendo credere si volesse davvero legare i loro premi a una effettiva produttività?
Fate voi; tenendo presente che mentre l’80% della valutazione resterà fissato dal giudizio sul lavoro “ordinario e istituzionale” dei dirigenti, il rimanente 20% del premio dipenderà dall’invio – entro fine anno – di una e-mail contenente “proposte volte a semplificare i processi” di Palazzo Chigi. E sotto l’albero ci sarà il bonus.
http://www.7per24.it/2014/11/18/bonaretti-la-corte-dei-conti-e-quel-pasticcio-sui-premi-ai-dirigenti/ 

Nessun commento:

Posta un commento