L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 novembre 2014

Sono sempre loro, gli Stati Uniti, in servizio permanente a distruggere democrazie che non si piegano al loro comando

OBAMA AGGREDISCE L'UNGHERIA DI ORBAN CON FALSI DOSSIER DI ''CORRUZIONE'' VENDETTA CONTRO LEGGI ANTI-SPECULAZIONE BANCARIA 

venerdì 14 novembre 2014
E' solo "carta straccia", un documento che avrebbe potuto essere scritto dall'opposizione. Viktor Orban, il primo ministro ungherese, ha liquidato così il documento col quale gli Stati uniti hanno tolto il visto ad alcuni funzionari magiari, tra i quali il capo dell'Ufficio tasse e dogane, nell'ambito di un'inchiesta per corruzione. Il provvedimento di Washington sta avvelenando i rapporti magiaro-americani.
"Abbiamo ricevuto un documento che è un accrocco di accuse che abbiamo sentito pronunciare dai partiti d'opposizione negli ultimi quattro anni. Non è altro che carta straccia. Se non fosse in inglese, avrei pensato che l'ha scritto un partito d'opposizione", ha detto Orban rispondendo all'intervista che ogni due settimane concede alla radio pubblica MR1.
"Io - ha aggiunto - guardo a questo documento come se qualcuno volesse trascinarci in un contesto di elezioni politiche". E comunque l'inchiesta americana è "solo tempo perso".
Nelle ultime settimane Washington è partita all'offensiva del governo Orban sul tema della corruzione. Gli Usa, come diverse cancellerie europee, hanno espresso preoccupazione per il "piglio autoritario" del governo di destra magiaro, specialmente perchè ha costretto le banche straniere a convertire i mutui-casa in fiorini in modo da impedire speculazioni sulla pelle dei cittadini ungheresi derivate dal gioco dei cambi e dei tassi d'interesse in euro, dollari e franchi svizzeri. Non è proprio piaciuto, agli americani che hanno forti interessi nelle banche oggetto della disposizione del governo Orban.
Ma l'America è anche irritata per il fatto che Budapest in Europa è capofila della "linea morbida" nei confronti della Russia, soggetta a sanzioni per la vicenda ucraina, e ha dimostrato questa poca adesione con atti concreti.
L'ambasciatore Usa Budapest André Goodfriend nelle settimane scorse aveva annunciato la consegna di prove documentali di casi di corruzione, accusando il governo magiaro di aver tirato i remi in barca nella lotta alla corruzione. Accusa, questa, sdegnosamente respinta da Orban.
I nomi dei funzionari coinvolti erano stati mantenuti segreti, finché il capo dell'Ufficio imposte e dogane (Nav), Ildiko Vida, non ha rivelato di essere anche lei nella lista delle personalità a cui il visto è stato ritirato. Le "prove" fornite dall'ammistrazione Obama per altro non sono state offerte alla stampa internazionale. Curioso, se fossero davvero prove. 
La verità è che è in corso un'aggressione a Orban e al suo goverNo da parte degli Stati Uniti, dopo che la Ue ha perso su tutti i fronti contro l'Ungheria, libera e indipendente, orgogliosa della sua valuta sovrana, della sua economia in fortissima crescita anche nel 2015 e dell'occupazione, ai massimi storici.

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