L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 dicembre 2014

Abbiamo fatti enormi danni al popolo libico, vediamo se riusciamo, in minima parte a restituirgli identità unitaria


Libia: Gentiloni, tutti sostengano Onu, ingiustificabile disimpegno



ROMA – “Il messaggio dell’Italia e’ chiaro: tutti devono sostenere la mediazione Onu in Libia, sospendendo violenze e bombardamenti ed evitando la spartizione delle poche istituzioni unitarie superstiti, in primis la Banca centrale”: lo scrive il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un intervento su La Stampa.
La Libia e’ un Paese da riunificare. E per questo obiettivo l’Italia restera’ sempre in prima linea. L’obiettivo da raggiungere è ristabilire l’unità nazionale e avviare un percorso di ricostruzione di istituzioni unitarie e di un governo di riconciliazione tra le forze moderate”, afferma il titolare della Farnesina secondo cui, da parte italiana, “errori e delusioni non possono giustificare alcun disimpegno. La Libia è troppo importante. Per la nostra sicurezza, per gli approvvigionamenti energetici, per l’impatto dei flussi migratori”.
Il ministro degli Esteri che e’ stato in stretto contatto nei giorni scorsi con l’inviato Onu per la Libia Bernardino Leon e la prossima settimana sara’ a Washington e al Palazzo di Vetro ha spiegato che l’Italia  ha un ruolo da giocare, “e questo ruolo ci viene riconosciuto anche dai nostri Alleati e da tutti i paesi della Regione”.
Se poi la mediazione non ottenesse i risultati sperati, ha detto Gentiloni, “la rilanceremo a un livello ancora più forte. E appena si cominceranno a intravedere i primi passi sulla via di una ricostruzione istituzionale siamo pronti a collaborare ad attività di monitoraggio o di peacekeeping sotto le bandiere delle Nazioni Unite. Il tempo corre ma possiamo ancora impedire conseguenze peggiori per la Libia e per il nostro Paese”.(7 dicembre 2014)

Il testo dell’intervento del ministro: http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2014/12/20141207_gentlibprimlin.htm

http://www.onuitalia.com/2014/12/07/libia-gentiloni-tutti-sostengano-onu-ingiustificabile-disimpegno/

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